Tra gennaio e agosto 2026 in Russia sono stati firmati circa 234mila contratti per il servizio militare, 26mila in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo, maturato mentre le autorità intensificavano la propaganda in vista delle elezioni della Duma di Stato, ha spinto il Cremlino a coinvolgere direttamente l’intera amministrazione regionale nella ricerca di uomini per la guerra contro l’Ucraina.
La riduzione dei ritmi di reclutamento è stata del 10 per cento nei primi otto mesi dell’anno e ha raggiunto il 20 per cento nel solo agosto. Il dato segnala l’esaurimento del modello di “reclutamento economico” utilizzato dalle autorità russe, basato sull’aumento dei compensi per convincere i cittadini a firmare un contratto con le forze armate.
Agosto 2026, gli incentivi aumentano ma le adesioni diminuiscono
Entro agosto, i pagamenti destinati a chi porta nuovi candidati al servizio erano previsti in 56 regioni russe, contro le 31 dell’anno precedente. Nello stesso periodo, i versamenti una tantum offerti ai nuovi firmatari sono stati portati in molte aree fino alla cifra record di 1,8 milioni di rubli.
L’aumento degli incentivi non ha però compensato, agli occhi dei cittadini russi, i rischi di morte e ferimento nella zona dei combattimenti. Per rispettare le quote fissate a livello centrale, le autorità hanno quindi dovuto combinare l’espansione della spesa per la ricerca dei militari con un controllo amministrativo sempre più diretto.
Il reclutamento ha smesso di essere una responsabilità limitata al ministero della Difesa e agli uffici di leva. I governatori hanno assunto la guida di comitati operativi ai quali partecipano gli apparati di sicurezza; ai comuni sono stati assegnati obiettivi numerici e funzionari e polizia sono stati incaricati di individuare i candidati.
Nel 2026 la pressione si sposta sui comuni e sulle categorie più vulnerabili
La nuova struttura regionale ha trasformato la raccolta di volontari in un indicatore amministrativo da raggiungere come qualsiasi altro obiettivo di gestione locale. Gli amministratori hanno organizzato riunioni quotidiane, gruppi mobili con la polizia e campagne porta a porta, cercando persone anche tra gli strati sociali più fragili.
La pressione si è concentrata sugli orfani e sui diplomati degli istituti per l’infanzia che attendono un alloggio, oltre che sulle persone con precedenti penali, sottoposte a controllo amministrativo o indagate e presenti negli uffici di polizia. Le promesse di denaro, tuttavia, non sono bastate a superare la diffidenza verso le autorità e i rischi legati all’invio al fronte.
A Bratsk, nella regione di Irkutsk, le autorità hanno convocato 71 riunioni del comitato operativo, tenuto incontri ogni giorno, controllato più di 14mila indirizzi e impiegato gruppi mobili della polizia. Il risultato è stato il reclutamento di 369 persone sulle 645 previste, circa il 57 per cento dell’obiettivo.
Nella stessa città, il tentativo di convincere oltre 260 orfani in attesa di un alloggio ha prodotto un solo contratto. Il dato ha mostrato quanto le promesse di sostegno economico non riescano più a bilanciare, per i giovani più esposti alla precarietà, il timore per la propria vita.
Le difficoltà si sono ripetute in altri territori. A Nevinnomyssk, nel territorio di Stavropol, sono state reclutate 11 persone, mentre nel distretto di Turkmen, nello stesso territorio, i contratti sono stati soltanto quattro. Gli obiettivi fissati dal Cremlino sono così rimasti irraggiungibili anche dopo l’impiego di strumenti di pressione sociale e di controlli capillari.
15 settembre 2026, arrivano le sanzioni personali per i piani mancati
Il 15 settembre 2026 i media hanno riferito che nei tribunali russi erano stati registrati oltre 61 casi di funzionari degli enti locali e dell’amministrazione esecutiva chiamati a rispondere amministrativamente per non aver garantito gli obiettivi assegnati nel reclutamento di cittadini con contratto. La notizia è stata documentata anche da Novaja Gazeta Europa.
Norme che prevedono la responsabilità personale dei dirigenti regionali per il fallimento della campagna di reclutamento erano già state introdotte in almeno 51 regioni russe. Le amministrazioni locali non sono quindi più chiamate soltanto a sostenere la campagna: ricevono un numero preciso di persone da trovare e rischiano multe e procedimenti amministrativi se non raggiungono la quota.
L’intervento giudiziario ha formalizzato il trasferimento della responsabilità dal ministero della Difesa e dagli uffici di leva all’intera catena regionale del potere. Di fronte alla diminuzione dei volontari, i funzionari sono stati spinti a cercare candidati tra persone che dipendono dall’amministrazione per l’abitazione o che si trovano in condizioni giudiziarie e sociali vulnerabili.
La sequenza raggiunge così il suo punto più recente: mentre le autorità aumentano i pagamenti, mobilitano polizia e comuni e sanzionano i dirigenti, il reclutamento continua a non raggiungere gli obiettivi fissati. In Russia la ricerca di soldati per la guerra è ormai sostenuta contemporaneamente dalla pressione amministrativa e dagli incentivi economici, senza che ciò abbia arrestato il calo delle adesioni.