Le mobilitazioni dei pescatori francesi contro l’aumento del prezzo dei carburanti si intensificano, con il blocco di porti chiave nel Mediterraneo come Sète, Fos-sur-Mer e Nizza. Questa azione ha causato ritardi, come nel caso di un traghetto di Corsica Ferries con 600 passeggeri a bordo, mentre le forze dell’ordine tentano di ristabilire la sicurezza. Circa 200 pescatori hanno bloccato anche l’accesso alla raffineria di Frontignan, accendendo roghi prontamente estinti dai vigili del fuoco, riporta Attuale.
Il timore di una nuova rivolta sociale
«La nostra azione è simbolica», ha affermato Ange Natoli, portavoce dei pescatori, in viaggio verso Parigi per un incontro con la ministra del Mare e della pesca, Catherine Chabaud. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha proposto di estendere fino al 31 dicembre gli aiuti sui carburanti, aumentando il supporto per i pescatori da 25 a 35 centesimi al litro, il massimo consentito dalla Commissione Europea, per garantire la operatività delle imbarcazioni. Tuttavia, la mobilitazione solleva preoccupazioni che il malcontento possa sfociare in una nuova rivolta simile a quella dei gilet gialli del 2018, che aveva provocato mesi di disordini durante il primo mandato di Emmanuel Macron. Appelli a manifestare il 17 ottobre si moltiplicano sui social media, sebbene sembrino poco coordinati. «Non credo che i gilet gialli torneranno con la stessa forza di prima», ha dichiarato Jérôme Rodrigues del movimento, «ma una nuova rivolta popolare non è da escludere».
Gli appelli per la mobilitazione del 17 ottobre
Di recente, Olivier Faure, segretario del Partito socialista, ha espresso il suo sostegno ai gilet gialli «se si solleveranno di nuovo», sottolineando che molti cittadini lavoratori non riescono ad arrivare a fine mese, denunciando una situazione insostenibile. Fabien Roussel, candidato comunista alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto un appello alla mobilitazione, invitando i francesi a scendere in strada, se il governo non agirà presto, richiamando l’azione dei gilet gialli del 2018.
Il prezzo crescente dei carburanti e le risposte governative
Il costo dei carburanti, a oggi, rappresenta uno dei motivi scatenanti della rivolta del 2018. In Francia, il litro di gasolio è attualmente di 2,36 euro, mentre il prezzo della benzina SP98 è di 2,24 euro e quella SP95 di 2,22 euro. In alcune aree, come a Fresnay-L’Évêque, il gasolio arriva a 2,84 euro, ben oltre la media. Il governo ha introdotto un’indennità di 100 euro per tre milioni di lavoratori a basso reddito che utilizzano l’auto per lavoro, ma questi aiuti scadranno a fine mese.