Trump al Financial Times: «Nessun piano di attacco all’Iran nell’immediato, ma se serve siamo pronti»
Gli Stati Uniti annunciano di non avere piani immediati per attaccare l’Iran, ma affermano di essere «pronti, se necessario». Questa dichiarazione è stata rilasciata da Donald Trump in un’intervista al Financial Times, nelle quali ha cercato di minimizzare le voci secondo cui l’amministrazione statunitense stia preparando un intervento militare dopo le elezioni di metà mandato. Trump ha indicato di essere soddisfatto della attuale situazione di stallo con Teheran, pur lasciando intendere che gli Stati Uniti rimangono disposti a ricorrere alla forza se la situazione lo richiederà, riporta Attuale.
Nell’intervista telefonica di sei minuti, Trump ha dichiarato: «Sembra che stiamo ottenendo tutto quello che vogliamo». Riguardo a potenziali attacchi futuri, ha affermato: «Siamo armati e pronti a intervenire, se necessario, ma potrebbe anche non esserci alcun motivo per farlo». Ha inoltre previsto un abbassamento dei prezzi dell’energia dopo le prossime elezioni e ha osservato che il traffico di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per l’approvvigionamento energetico, supera quello registrato prima dell’inizio del conflitto, evidenziando l’efficacia del blocco statunitense nei confronti dell’Iran.
Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti non sono attualmente in guerra con l’Iran, spiegando che, sebbene ci siano stati bombardamenti dei loro siti nucleari, non si tratta di un conflitto attivo come quelli storici. «Non considero questa una guerra come quella in Ucraina o nella Prima e Seconda guerra mondiale», ha aggiunto. Ha anche confermato che i negoziati indiretti con l’Iran continuano riguardo a circa mille libbre di uranio arricchito, definito «polvere nucleare», sottolineando la sua preoccupazione per la sua presenza nonostante sia sepolto sotto massi. «È una delle questioni su cui discutiamo con loro. Ma, come sapete, siamo impegnati in discussioni e vedremo come andrà a finire», ha concluso Trump.