Il Giappone aumenta i tassi d’interesse all’1,25%, il livello più alto dal 1995

18.09.2026 08:05
Il Giappone aumenta i tassi d'interesse all'1,25%, il livello più alto dal 1995

Aumento dei tassi di interesse in Giappone: il livello più alto dal 1995

La banca centrale del Giappone ha deciso di aumentare i tassi di interesse dall’attuale 1 per cento all’1,25 per cento, segnando il livello più alto dal 1995, riporta Attuale. Questo incremento potrebbe apparire modesto in confronto ai tassi di interesse più elevati in Europa e negli Stati Uniti (rispettivamente tra il 2,5 e il 2,9 per cento e tra il 3,75 e il 4 per cento), ma per anni il Giappone ha mantenuto tassi d’interesse vicini allo zero o addirittura negativi.

L’aumento è stato adottato per contrastare un’inflazione crescente, un fenomeno relativamente nuovo per il Giappone, che ha vissuto a lungo periodi di stagnazione e deflazione. Quest’ultima condizione, caratterizzata da una riduzione dei prezzi, è preoccupante poiché induce i consumatori a rinviare gli acquisti, generando un rallentamento economico.

Negli ultimi mesi, l’inflazione in Giappone è aumentata, principalmente a causa della guerra in Medio Oriente, che ha incrementato i prezzi dell’energia. A contribuire alla pressione per un aumento dei tassi di interesse è stato anche il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, il quale ha sollecitato il Giappone a prendere misure per apprezzare lo yen, sostenendo che un yen debole risulterebbe in una concorrenza sleale per le esportazioni americane.

Recentemente, Stati Uniti e Giappone hanno attuato un’importante operazione per rafforzare il valore dello yen. Gli Stati Uniti sono particolarmente interessati alla stabilità dello yen, in quanto il Giappone detiene una grande quantità di titoli di Stato americani. Se lo yen dovesse deprezzarsi, il Giappone potrebbe essere costretto a vendere una grossa quantità di questi titoli per proteggere il valore della propria valuta, rischiando di scombinare la stabilità economica statunitense.

La prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha una visione contraria rispetto alla banca centrale giapponese e al governo statunitense, e sta tentando di persuadere l’ente di emissione, storicamente indipendente, a mantenere i tassi di interesse bassi per stimolare la crescita economica.

Nell’ultimo bimestre, il tasso di inflazione in Giappone si è attestato poco al di sotto del 2 per cento, un valore generalmente considerato ottimale. Tuttavia, il problema risiede nel fatto che questa inflazione non è associata a una crescita dell’economia interna, che potrebbe tradursi in un aumento dei salari, ma è principalmente importata dall’estero.

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