Sigfrido Ranucci smentisce le accuse di un presunto bacio con Maria Rosaria Boccia
Roma, 18 settembre 2026 – Il giornalista Sigfrido Ranucci ha smentito l’autenticità di una foto che lo ritrae in un presunto bacio con Maria Rosaria Boccia, definendola una creazione potenzialmente alterata. L’immagine è emersa nel contesto dell’inchiesta su Valter Lavitola, ex collaboratore di Ranucci, accusato di essere il mandante di un attentato contro di lui. Secondo Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola, quest’ultimo le avrebbe mostrato la foto come prova di un rapporto tra Ranucci e Boccia, alimentato dalla loro collaborazione in merito agli scoop sul caso Sangiuliano, riporta Attuale.
Ranucci ha respinto le accuse, affermando che è “un’altra falsità dei giornali”, indicando specificamente il quotidiano Libero e i successivi rilanci della notizia da parte di Open. Ha dichiarato sui social che “quella foto è una fake” e che “è stata evidentemente realizzata con Intelligenza artificiale”, promettendo di tornare sull’argomento in occasione di eventi il 25 settembre a Noto e il 26 a Vittoria nell’ambito di “Diario di un trapezista”.
La bocciatura delle informazioni giunge anche da Maria Rosaria Boccia, tramite l’avvocato Francesco Di Deco, il quale ha annunciato l’avvio di azioni legali contro Potenza e il giornalista Giacomo Amadori. Di Deco ha categoricamente negato ogni insinuazione riguardante la fotografia e presume che gli incontri tra Boccia e Ranucci si siano sempre svolti in presenza di terzi. Questi incontri sono al centro del libro di Boccia, Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, disponibile da oggi su Amazon, nel quale la scrittrice esplora la sua esperienza accanto a Ranucci in un racconto che alterna cronaca e amicizia.
Rimane aperto, nel frattempo, il fronte legale con la Rai. Il 25 settembre, presso il Tribunale del Lavoro di Roma, si discuterà il ricorso urgente di Ranucci contro la sua rimozione dalla conduzione di Report. A seguito della sua contestazione, la Rai ha emesso una contestazione disciplinare, citando tra i motivi l’illecito accesso a comportamenti aziendali e la diffusione di comunicazioni interne. Gli sviluppi di questo caso saranno attentamente monitorati nei prossimi giorni.