Trump cancella attacco contro gli houthi: il motivo dietro la decisione tardiva
Il presidente americano Donald Trump ha deciso domenica di sospendere un attacco aereo previsto contro il gruppo houthi in Yemen, nonostante le forze armate americane fossero pronte a intervenire. Secondo un’esclusiva del New York Times, basata su fonti anonime dell’amministrazione statunitense, Trump aveva già espresso il suo diniego al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman il 10 settembre, temendo di aprire un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran alla vigilia delle elezioni di midterm, ma giovedì scorso il principe saudita ha contattato nuovamente Trump, chiedendo una risposta decisiva contro l’avanzata degli houthi, «implorandolo» di agire, riporta Attuale.
Dopo la conversazione con Mbs, Trump ha dato indicazioni al Pentagono di prepararsi per l’attacco. Le operazioni erano in fase avanzata, con obiettivi già approvati e bombardieri pronti, ma a mezzogiorno di domenica il presidente ha fatto un passo indietro, decidendo di non procedere con l’operazione, almeno per il momento, secondo le fonti del quotidiano.
Un numero significativo di consiglieri di Trump si oppone ai bombardamenti contro gli houthi, in parte a causa di recenti interazioni tra funzionari americani e houthi, durante le quali è stata confermata una tregua bilaterale. Questa tregua ha come obiettivo la protezione degli interessi americani nell’Stretto di Bab el Mandeb, poiché gli houthi hanno dichiarato di voler colpire solamente obiettivi sauditi. In dichiarazioni rilasciate a Fox News, Trump ha espresso di essere in «modalità decisionale» riguardo alla guerra con l’Iran, e ha sottolineato che gli Stati Uniti sono in costante comunicazione con gli houthi, che finora hanno accettato di non attaccare le forze americane.
La necessità di mantenere un buon rapporto con l’Arabia Saudita è cruciale per Trump, considerando che le conseguenze di un intervento diretto contro il gruppo yemenita potrebbero essere molto costose. Durante la primavera del 2025, gli Stati Uniti avevano bombardato gli houthi per oltre 50 giorni per ripristinare il libertà di navigazione nel mar Rosso, spendendo circa 1 miliardo di dollari in munizioni e armamenti. Nonostante gli attacchi contro più di mille obiettivi, che includevano sistemi radar e centri di lancio di droni, gli houthi hanno continuato a colpire navi commerciali, compresi gli statunitensi.
Questa situazione complessa getta luce sulle attuali dinamiche di potere nel Medio Oriente e sul fragile equilibrio di interessi tra Stati Uniti, Arabia Saudita e le forze houthi. La scelta di Trump di mantenere un basso profilo militare può riflettere una strategia più ampia che cerca di evitare conflitti diretti mentre l’America si prepara alle elezioni di midterm.
Ma dai, è incredibile come Trump possa cambiare idea così all’ultimo minuto. Sembra quasi il copione di un film! E noi a casa a chiedere chiarezza su cosa stia succedendo in Medio Oriente, mentre lui gioca a fare il presidente. Speriamo che ci pensi bene, nn sono tempi facili…