Documentario su Diana: Harry sfida lo zio Spencer
Un nuovo progetto dedicato alla memoria della principessa Diana, a quasi trent’anni dalla sua morte nel 1997, si preannuncia come un’accesa competizione tra Harry e suo zio, Charles Spencer. La tempesta è alimentata dalla recente uscita del memoir del fratello della principessa, che ha già scatenato una nuova controversia, riporta Attuale.
Oggi viene pubblicato il libro di Charles Spencer, suscitando la reazione di Sir Richard Needham, consigliere della Corona, che ha dichiarato: «Lord Spencer cerca solo vendetta, ma la gente giudicherà a chi credere». Nel frattempo, Harry starebbe esplorando l’idea di un documentario sulla madre, un progetto che ha suscitato attenzione e speculazioni sul suo impatto sulla famiglia reale.
Il documentario è ancora in fase di valutazione, con il triste anniversario della morte di Diana, avvenuta il 31 agosto 1997, che si avvicina. Questo progetto, se realizzato, rappresenterebbe un’ulteriore fonte di tensione per la famiglia reale e un dispiacere aggiuntivo per il principe William, che ha ripetutamente chiesto che la memoria della madre venga rispettata.
Per la realizzazione del documentario, Harry, duca di Sussex, ha contattato diverse amiche e persone vicine a Diana, incluso il conte Spencer, il quale ha declinato l’invito, preferendo invece esprimere i suoi ricordi scrivendo il suo memoir.
La produzione del documentario, sotto l’egida di Archwell, la casa di produzione dei duchi di Sussex, sembra suggerire una strategia tesa più alla competizione tra Harry e Spencer che a una collaborazione. Il conte Spencer ha anticipato i tempi della pubblicazione del suo libro, probabilmente per raccogliere l’attenzione prima dell’uscita del progetto di Harry.
Le pagine del memoir di Spencer sono intrise di accuse nei confronti della famiglia reale, toccando figure di rilievo come il principe Filippo, la principessa Anna e il principe Andrea, continuando così a sollevare polveroni che coinvolgono l’intera Royal Family. Inoltre, quest’anno si celebra il centenario dalla nascita di Elisabetta II, un contesto che rende le affermazioni del libro ancora più esplosive.