Indagato per omicidio volontario dopo la sparatoria con un ladro a Baldissero d’Alba

22.09.2026 06:05
Indagato per omicidio volontario dopo la sparatoria con un ladro a Baldissero d'Alba

La posizione del presidente del Senato sull’omicidio volontario di un ladro suscita polemiche

Non è comune che la seconda carica dello Stato si esprima su un’indagine appena avviata da un pubblico ministero. È accaduto ieri: il presidente del Senato Ignazio La Russa, ospite di Ping Pong su Rai Radio 1, ha definito “un assurdo” l’ipotesi che Roberto Mollo, un autotrasportatore trentacinquenne di Baldissero d’Alba, debba rispondere di omicidio volontario. “Parliamo di una persona che, durante la notte, nel buio – ha affermato il numero uno di Palazzo Madama – vede quattro o cinque individui entrare nella propria abitazione o nel cortile, con l’intento di rubare o far del male, e si difende. È triste che una vita sia andata drammaticamente persa. Ma pensare che possa essere accusato di omicidio volontario chi non aveva alcuna intenzione di far del male, ma solo di proteggere se stesso, è un’assurdità. Quello di Roggero per me era un caso diverso. Non ho esitato a dire che quello, secondo me, era un eccesso colposo di legittima difesa. E sono consapevole di non aver fatto felici tutti nel centrodestra, nel dirlo”, riporta Attuale.

In risposta, il procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, ha sottolineato la necessità di procedere secondo legalità: “Non so in base a cosa il presidente ne abbia parlato: noi dobbiamo iscrivere per forza a registro per poter procedere con gli atti garantiti”. Mazzeo ha chiarito che l’iscrizione “non è una condanna”. Riguardo il modello 54-bis, riservato a chi ha agito in stato di legittima difesa, ha precisato: “si applica solo se appare subito evidente” la scriminante, “e non è questo il caso”. Procedere per omicidio volontario, ha spiegato, serve a garantire alla difesa la nomina di un consulente e la partecipazione all’autopsia: “Potremmo nasconderci dietro un dito iscrivendo per omicidio colposo, ma ciò che conta è arrivare a questo. Purtroppo, non c’è altro modo”.

Nel frattempo, l’inchiesta della pm aggiunta Laura Deodato sta avvenendo su due fronti. Da una parte, sono attesi i risultati dell’autopsia e della perizia balistica su Gjovalin Lazri, 36 anni, la vittima albanese. Gli esperti sono previsti tra oggi e domani, e solo dopo verrà effettuato l’interrogatorio di Mollo, attualmente non sottoposto a misure cautelari. Dall’altra, si sta cercando di identificare i complici. Lazri era travisato, con guanti e un grosso cacciavite in tasca per forzare porte e finestre, e aveva addosso circa duemila euro, probabile frutto di altri furti avvenuti nella zona. I carabinieri di Bra stanno analizzando le telecamere pubbliche per risalire alla banda, presumibilmente arrivata con un furgone per svaligiare case isolate. Dieci colpi sono stati esplosi al buio con una pistola semiautomatica Steyr, detenuta legalmente per uso sportivo, di cui due hanno colpito Lazri. “Stiamo parlando di una persona incensurata, a cui non era mai accaduto nulla di simile”, ha dichiarato il legale di Mollo, Piermario Morra. “È distrutto, affranto, addolorato. Il classico bravo ragazzo di paese, diviso tra il lavoro e gli amici di sempre”.

Dall’altra parte, le parole sono misurate. L’avvocata Roberta Sisimbro, legale della famiglia Lazri, sottolinea i principi giuridici: “Viviamo in uno Stato di diritto, c’è la Carta costituzionale e la legge da rispettare”. I familiari, aggiunge, “non hanno dichiarazioni da rilasciare”: chiedono solo che il lutto sia rispettato, in attesa che le indagini facciano chiarezza. Lazri, secondo quanto emerso, aveva precedenti per reati contro il patrimonio; gestiva un bar nella periferia nord di Torino, dove viveva con la compagna e un figlio piccolo.

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