Tiziana Siciliano si ritira dalla corsa elettorale per evitare polemiche sul lavoro della magistratura

25.09.2026 09:05
Tiziana Siciliano si ritira dalla corsa elettorale per evitare polemiche sul lavoro della magistratura

A maggio Tiziana Siciliano aveva dato la sua disponibilità a candidarsi nella lista civica “Milano Libera” guidata da Massimiliano Lisa. Dopo un’estate di riflessione, arriva il passo indietro, riporta Attuale.

Una carriera da pm nel tribunale di Milano, seguita dalla decisione di impegnarsi politicamente nel capoluogo lombardo. Quattro mesi dopo, però, Tiziana Siciliano, ex procuratrice aggiunta di Milano e coordinatrice del pool che nel 2025 iscrisse il sindaco Beppe Sala nel registro degli indagati nell’ambito della maxi-inchiesta sull’urbanistica, decide di fare un passo indietro. «Avevo messo in conto di poter essere coinvolta nelle normali polemiche, anche le più aggressive, delle campagne elettorali, ma i gravi attacchi a base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata professione, seguiti alla sola dichiarazione di disponibilità, mi hanno imposto una riflessione alle cui conclusioni sono giunta ora». Siciliano non correrà né nella lista civica “Milano Libera” né in altre formazioni nella primavera del 2027.

La scelta di impegnarsi per la sua città

Dopo il suo pensionamento, Siciliano aveva manifestato la sua disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni del Consiglio comunale nella lista civica guidata da Massimiliano Lisa. Sul sito della lista “Milano Libera” il nome dell’ex pm era associato al potenziale ruolo di vicesindaco. «Non ho alcuna passione per il potere, tantomeno politico – spiega Siciliano in una lettera visionata in anteprima – il mio proposito era di porre la mia esperienza e le mie competenze al servizio del governo della mia città condividendo il corposo programma elettorale presentato da Lisa i cui contenuti e finalità avevo apprezzato e apprezzo ancora».

La notizia della sua candidatura, che ha scatenato numerose polemiche all’inizio dell’estate, è stata interpretata da alcuni come la manifestazione di una volontà di carriera politica già esistente quando ancora era in magistratura. «C’è chi ha voluto vedere nella mia candidatura una finalizzazione di una volontà di carriera politica già esistente», racconta oggi Siciliano, spiegando le motivazioni del suo passo indietro.

L’inchiesta sull’urbanistica

Al centro delle polemiche c’è stato il suo ruolo nell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Siciliano coordinava i magistrati impegnati nei diversi filoni dell’indagine avviata nel 2023, riguardante vari progetti edilizi e le modalità con cui il Comune aveva autorizzato alcune trasformazioni della città. Nel luglio 2025, l’inchiesta ha coinvolto anche il sindaco: Beppe Sala è stato iscritto nel registro degli indagati per false dichiarazioni e concorso in induzione indebita.

Nel giugno scorso, Sala ha attaccato apertamente Siciliano affermando che «c’è una parte della Procura che fa politica» e indicando la sua candidatura come prova di questa commistione. «Quando la campagna elettorale entrerà nel vivo – afferma Siciliano – questo genere di aggressioni non si fermerà, anzi aumenterà di intensità senza neppure il limite della decenza. Io potrei anche sopportare di essere coinvolta in continue polemiche, ma non posso accettare che la mia scelta, operata in buona fede, sia usata per attaccare la magistratura».

La decisione «sofferta»

Alla fine di un’estate di riflessione, Siciliano si ritira dalla corsa: «Il mio legittimo desiderio di continuare il mio impegno nella vita pubblica deve arretrare rispetto alla più rilevante esigenza di non coinvolgere in malsane polemiche l’istituzione cui appartengo», spiega, sottolineando che si tratta di una decisione «sofferta» ma necessaria per «preservare da ogni strumentalizzazione l’attività di chi continua a operare al servizio della cosa pubblica e, in particolare, i colleghi della Procura».

La carriera in magistratura

Negli anni in magistratura, oltre al noto processo Ruby ter a Silvio Berlusconi, Tiziana Siciliano ha seguito alcune delle inchieste più rilevanti della cronaca milanese, dalla clinica Santa Rita, ribattezzata la “clinica degli orrori”, al disastro ferroviario di Pioltello del 2018, dal processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo all’incendio della Rsa Casa per coniugi.

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