Roma, 21 ottobre 2026 – Le primarie per il campo largo si avvicinano, ma i tempi restano incerti. La sentenza della Corte costituzionale sulla riforma elettorale approvata con la nuova legge elettorale potrebbe determinare la tempistica, con alcune voci che suggeriscono “rapide” consultazioni già a gennaio, per evitare di concedere troppo tempo alla maggioranza. Un dialogo a distanza tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader del M5s Giuseppe Conte è in corso, con Schlein che afferma di essere pronta a guidare la coalizione nella sfida elettorale del 2027, mentre Conte avverte sulla necessità di una pluralità di candidati per evitare una “prospettiva divisiva”, riporta Attuale.
L’annuncio di Elly Schlein
Dopo aver temporeggiato fino a domenica scorsa, Schlein ha fatto un annuncio chiaro durante l’assemblea nazionale del Pd, dichiarando: “Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie”. Questo messaggio sembra rivolto direttamente a Conte, il quale ha ripetutamente sottolineato l’importanza di scegliere il candidato attraverso le primarie.
La replica di Giuseppe Conte
Dopo un lunedì di silenzio, Conte ha risposto alle dichiarazioni di Schlein, auspicando una maggiore varietà di candidati per non trasformare le primarie in “un duello rusticano”. Ha evidenziato che queste non devono limitarsi a una competizione asfittica tra pochi partiti, confermando la sua preoccupazione sull’approccio proposto da Schlein, intervenendo al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti.
Primarie: tempi e modalità
Il Nazareno mira a febbraio per le primarie, subito dopo la sentenza che si attende alla fine di gennaio, mentre Conte spinge per una soluzione immediata. Le regole di partecipazione sono ancora da definire, inclusi aspetti come la pre-registrazione e il voto online. Il M5s propone un turno unico con più candidati, mentre nel Pd e in Italia Viva si discute di un eventuale doppio turno. Conte desidera primarie inclusivi, coinvolgendo comitati civici e giovani.
Il post primarie
Dopo le primarie, Conte ha già affermato che il M5s rimarrà nella coalizione anche in caso di vittoria di Schlein, ma rimane il dubbio che il partito possa recedere dall’alleanza se dovesse perdere. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha escluso la sua candidatura, ma ha garantito sostegno al vincitore, mentre Angelo Bonelli, co-leader di Avs, ha espresso preoccupazioni circa il potenziale rischio di divisioni.
I nodi ancora da sciogliere
Le questioni da affrontare superano la semplice scelta del candidato; prima della candidatura è necessario definire un programma su temi critici, inclusi il sostegno a Kiev e altre questioni di rilevanza. Il co-leader Nicola Fratoianni ha dichiarato che ancora non esiste un nome definitivo per il campo largo, lasciando aperta la possibilità di annunciarlo in futuro. Nel frattempo, Schlein assicura che “il programma arriverà presto”, puntando a includere la componente centrista dell’alleanza progressista.