Proteste a Madrid contro la crisi abitativa dopo lo sfratto di un’anziana
Lo sfratto di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni dalla sua casa di Madrid dove ha vissuto per oltre 70 anni, ha scatenato manifestazioni di massa nella capitale spagnola. Nelle ultime ore, migliaia di manifestanti, perlopiù giovani, hanno allestito un accampamento a Puerta del Sol, promettendo di rimanere finché non sarà approvata una legge che impedisca sfratti simili e fornisca soluzioni alla crisi abitativa che colpisce l’intera Spagna, riporta Attuale.
Il governo spagnolo, guidato dal primo ministro socialista Pedro Sánchez, prevede di approvare un decreto nel Consiglio dei ministri di martedì. Tuttavia, la riuscita del decreto dipenderà dalla capacità di raggiungere un accordo con i partiti che supportano il governo di minoranza, tra i quali spiccano gli indipendentisti catalani di Junts, la cui posizione è lontana da quella del governo.
La crisi abitativa in Spagna è diventata un problema grave e diffuso. Negli ultimi anni, i prezzi delle case e degli affitti nelle principali città sono aumentati vertiginosamente, rendendo difficile per molti inquilini storici e giovani lavoratori trovare alloggi a prezzi sostenibili. L’immobiliare è dominato da investitori privati e fondi che acquisiscono proprietà, contribuendo all’escalation dei costi al fine di realizzare profitti enormi dalla rivendita o dagli aumenti degli affitti.
La crisi della casa era uno dei punti chiave nel programma del governo di sinistra di Sánchez, ma senza una maggioranza in parlamento. Una proposta di legge era stata respinta a febbraio a causa dell’opposizione di Junts, e un decreto previsto per giugno era stato rinviato per difficoltà nel trovare un consenso tra i partner di governo, che mantengono posizioni divergenti.
Il caso di Abascal, affetta da invalidità al 50%, è diventato un simbolo della lotta contro le speculazioni immobiliari e per il diritto a una casa a prezzi accessibili. Una società di gestione immobiliare, Urbagestión, aveva quadruplicato l’affitto a suo carico, rifiutando ogni tentativo di mediazione per consentire alla donna di rimanere nella sua abitazione.
Dopo un’aspra battaglia legale, Abascal è stata sfrattata mercoledì scorso, trasportata fuori in barella e attualmente è ricoverata in ospedale per problemi di stress e ansia legati alla situazione.
Riconoscendo la gravità della situazione, centinaia di persone si erano radunate di fronte alla sua abitazione per tentare di bloccare lo sfratto. Le manifestazioni si sono successivamente spostate a Puerta del Sol, dove manifestanti e attivisti, compresi membri del Sindacato degli inquilini, hanno organizzato incontri e ulteriore protesta.
Significativa è la location delle manifestazioni in Puerta del Sol, già teatro di importanti mobilitazioni politiche. Nel 2011, il movimento 15-M aveva preso avvio proprio da lì, con centinaia di giovani che chiedevano una democrazia più inclusiva e denunciavano l’influenza dei poteri economici e finanziari sulla politica spagnola.
Attualmente, i manifestanti chiedono un blocco degli sfratti per le persone vulnerabili e un divieto per le società di comprare edifici, oltre a estensioni dei contratti di affitto fino al 2028. Alcune di queste richieste potrebbero essere incluse nel decreto, ma altre sono più difficili da attuare.
L’acampamento sta generando ulteriori tensioni tra il governo locale di Madrid e quello centrale. Il sindaco José Luis Martínez-Almeida e la presidente della regione, Isabel Díaz Ayuso, entrambi del Partito Popolare, accusano il governo di Sánchez di alimentare le proteste e di aver tollerato un accampamento che definiscono “illegale”.
L’emergenza abitativa rappresenta una sfida seria per l’amministrazione locale di centrodestra, già provata da critiche precedenti per il suo acquisto di un attico di lusso a Madrid, suscitando un’onda di indignazione e richiamando l’attenzione sulla disparità socioeconomica della capitale.