Arrestato in provincia di Trento un 17enne sospettato di propaganda neonazista

30.09.2026 15:35
Arrestato in provincia di Trento un 17enne sospettato di propaganda neonazista
Arrestato in provincia di Trento un 17enne sospettato di propaganda neonazista

Il 29 settembre 2026, secondo quanto riferito dai media, un 17enne è stato arrestato in provincia di Trento con l’accusa di detenere materiale di carattere terroristico. La notizia è stata riportata da Sky TG24.

Stando ai dati dell’inchiesta citati nella fonte, il ragazzo avrebbe diffuso propaganda neonazista e suprematista, mostrato interesse per terroristi di estrema destra, sostenuto l’organizzazione Atomwaffen Division e svolto il ruolo di «vicecapo» del gruppo online Fronte Fascista Italiano.

Durante la perquisizione sarebbero stati trovati simboli neonazisti e armi bianche. Nei telefoni, secondo gli investigatori, erano presenti documenti relativi alla fabbricazione di dispositivi esplosivi improvvisati, alla pianificazione di attacchi, all’impiego di sostanze velenose e all’eliminazione di obiettivi. La fonte riferisce inoltre del ritrovamento di messaggi riguardanti presunte intenzioni di compiere azioni violente contro ebrei, migranti, persone omosessuali, giudici e politici.

Radicalizzazione online

Il caso è presentato nella fonte come un possibile indicatore dei rischi legati alla radicalizzazione dei minorenni in Italia. Secondo la valutazione riportata, tali fenomeni non si limiterebbero più a episodi isolati, ma potrebbero svilupparsi in comunità online chiuse, nelle quali circolano propaganda razzista e istruzioni pratiche per attività terroristiche, di sabotaggio o violente.

La stessa valutazione sostiene che adolescenti radicalizzati possano rappresentare una minaccia per la sicurezza pubblica e nazionale, anche perché potrebbero essere reclutati e utilizzati a loro insaputa da servizi stranieri, compresi quelli russi, o da organizzazioni criminali di estrema destra. Questa possibilità è riportata come un’ipotesi di rischio e non come un fatto accertato nel caso di Trento.

La fonte indica infine, come conseguenza operativa, la necessità di individuare tempestivamente le comunità online coinvolte e di avviare attività investigative e preventive nelle prime fasi della loro emersione. Non vengono forniti ulteriori elementi per verificare l’estensione del fenomeno a livello nazionale.

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