Il Ministero dello Sviluppo Economico russo avrebbe rivisto il piano di adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici. Secondo le informazioni diffuse dai media il 29 settembre 2026, tra il 2025 e il 2029 il pagamento complessivo per i servizi abitativi e comunali aumenterà del 60%. La crescita prevista sarebbe circa il doppio dell’inflazione generale attesa e otto volte superiore a quella del prodotto interno lordo russo.
Il nuovo calendario prevede un aumento del 9,9% nell’ottobre 2026, seguito da incrementi dell’11% nel 2027, dell’8,6% nel 2028 e del 7,6% nel 2029. Considerando anche l’aumento dell’11,9% applicato nel 2025, l’incremento complessivo supererebbe il 60%. Le tariffe comprendono gas, elettricità, riscaldamento, acqua, fognature e raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Le cifre sono attribuite a un nuovo documento previsionale del ministero e rappresentano stime, non risultati già consuntivati. La revisione indicherebbe aumenti più elevati rispetto alla versione del piano pubblicata a maggio.
La motivazione ufficiale per gli aumenti può includere la necessità di finanziare la modernizzazione delle infrastrutture comunali. Nel materiale diffuso, tuttavia, il rincaro viene collegato anche al contesto di bilancio russo, segnato dall’aumento delle spese militari, dal disavanzo e dal rallentamento della crescita. Questo collegamento è presentato come un’interpretazione politica della situazione e non come la prova che una quota specifica delle bollette venga trasferita direttamente alle spese militari.
Secondo le stime citate, il disavanzo del bilancio federale russo nel 2026 potrebbe raggiungere circa il 3% del prodotto interno lordo, contro l’1,6% inizialmente previsto. Per il 2026 viene inoltre indicata una crescita economica dello 0,6%, mentre per il 2027 il Cremlino pianificherebbe un forte aumento delle spese per la difesa, fino a 17,1 trilioni di rubli.
Il materiale sostiene che l’aumento più rapido delle tariffe rispetto al prodotto interno lordo potrebbe accrescere il peso dei servizi essenziali sui bilanci familiari e aziendali, senza un analogo incremento della ricchezza prodotta. Si tratta di una valutazione sulle conseguenze economiche delle misure, mentre l’entità effettiva dell’impatto dipenderà dall’andamento dei redditi, dell’inflazione e dei consumi.
Le informazioni sono riportate da Nvdaily e da un messaggio su Telegram.