Franco Gabrielli entra in politica con Ruffini: «Il successo di Vannacci dimostra il fallimento del governo»

02.10.2026 12:05
Franco Gabrielli entra in politica con Ruffini: «Il successo di Vannacci dimostra il fallimento del governo»

Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, ha deciso di entrare attivamente in politica accanto a Ernesto Maria Ruffini. Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, ha affermato che la sua scelta è stata compiuta senza ambizioni personali o ricerca di ruoli ufficiali. «Avrei potuto aspettare l’opportunità di un incarico governativo. Ma non è questo il mio obiettivo», ha dichiarato Gabrielli. L’intento, specifica, è quello di contribuire «in prima persona alla costruzione di una nuova idea di Paese». Sottolinea: «Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto», riporta Attuale.

«La nostra collocazione è nel centrosinistra»

Gabrielli chiarisce la collocazione politica del nuovo progetto, definendola «senza ambiguità» nel centrosinistra. Non si cerca una posizione equidistante tra gli schieramenti né l’idea di costruire un centro autosufficiente. «Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra», afferma. «Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo». L’obiettivo dell’ex capo della Polizia non è unire semplicemente diverse sigle politiche contro un avversario, ma creare un’alleanza basata su una visione condivisa del Paese.

Renzi e Calenda, nessun veto

Il progetto comprende anche un dialogo con altre forze centristi. Gabrielli non esclude Matteo Renzi, sottolineando che il leader di Italia Viva «da tempo dichiara di volersi collocare nel centrosinistra». Questo aspetto, per Gabrielli, «non può essere ignorato». Molto diverso il discorso riguardo Carlo Calenda: in questo caso, sarà il nuovo progetto politico a dover elaborare una proposta rivolta anche a lui e al suo elettorato.

Primarie, prima il progetto e poi la leadership

In merito alle eventuali primarie del cosiddetto Campo largo, Gabrielli osserva che lo strumento può essere utile, ma solo dopo aver definito le basi politiche dell’alleanza. «Prima si costruiscono un programma condiviso, un perimetro politico e regole comuni», afferma. Solo successivamente, aggiunge, «si può eventualmente chiedere ai cittadini di scegliere chi debba guidare quel progetto». Secondo Gabrielli, il rischio è di trasformare le primarie in una competizione interna tra partiti: «Sarebbe un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti».

Vannacci e il tema della sicurezza

Durante l’intervista, Gabrielli ha anche affrontato il fenomeno politico legato a Roberto Vannacci. Per lui, l’ascesa del generale rappresenta «la dimostrazione del fallimento del governo», in particolare sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Compara le attuali posizioni del leader di Futuro Nazionale con quelle che Giorgia Meloni sosteneva in passato come oppositrice: «Vannacci dice oggi molte delle cose che Meloni diceva quando era all’opposizione». Tuttavia, Gabrielli evidenzia la distinzione tra la fase d’opposizione e quella di governo: «Un conto è spararle grosse dall’opposizione, un altro è governare fenomeni complessi».

Foto copertina: ANSA/TINO ROMANO | Franco Gabrielli all’Arena Robinson di Repubblica al salone del libro, Torino 17 maggio 2026

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