Il parlamento spagnolo respinge i decreti per affrontare la crisi abitativa

02.10.2026 16:05
Il parlamento spagnolo respinge i decreti per affrontare la crisi abitativa

Il Parlamento Spagnolo Bocciano i Decreti sul Diritto all’Abitare

Il Parlamento spagnolo ha respinto due decreti proposti dal governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez, volti a tutelare maggiormente i locatari e a limitare la speculazione immobiliare, riporta Attuale.

La votazione ha visto il sostegno del partito indipendentista catalano Junts, che, insieme al Partito Popolare di centrodestra, a Vox di estrema destra e al partito regionalista della Navarra UPN, ha votato contro le misure. Il voto di Junts potrebbe mettere a rischio la stabilità del governo Sánchez, il quale ha bisogno dell’appoggio di piccoli partiti regionali per governare, data la mancanza di una maggioranza solida.

Durante il dibattito, il deputato socialista Patxi López ha accusato Junts e i partiti di destra di agire nell’interesse degli speculatori e dei fondi immobiliari. Gabriel Rufián, rappresentante di Esquerra Republicana, ha aggiunto che la posizione avversa di Junts era legata ai suoi legami con il settore immobiliare. A sorpresa, Sánchez ha esortato gli altri partiti a votare a favore dei decreti.

Dopo la bocciatura, fonti governative hanno rivelato che Sánchez sta considerando la possibilità di convocare elezioni anticipate, originariamente previste per il 2027, con una possibile data il 29 novembre. Questa mossa potrebbe consentire una campagna elettorale rapida incentrata su temi economici e sulla crisi abitativa, aree in cui il governo si sente più forte.

I decreti erano stati al centro dell’attenzione in un contesto di crescente difficoltà nella ricerca di abitazioni a prezzi accessibili in Spagna. Gli affitti sono aumentati drasticamente, mentre i salari non hanno tenuto il passo. La situazione è stata ulteriormente aggravata dall’espansione degli affitti brevi per turisti, riducendo l’offerta per i residenti. Il caso di Maricarmen Abascal, che ha visto l’aumento del suo affitto da 450 a 2.650 euro, ha colpito l’opinione pubblica, diventando un simbolo della crisi abitativa.

Il primo decreto prevedeva la sospensione degli sfratti per le persone economicamente vulnerabili e la possibilità di estendere i contratti di affitto fino al 2028. Conteneva anche norme più severe per gli affitti temporanei e restrizioni sugli acquisti immobiliari speculativi. Il secondo decreto introduceva un meccanismo di rinnovo automatico dei contratti di affitto, con limiti sugli aumenti, obbligando i proprietari a risarcire gli inquilini in caso di mancato rinnovo del contratto.

Junts, il partito di Carles Puigdemont, ha sostenuto che i decreti avrebbero creato maggiori difficoltà per i proprietari di immobili, disincentivando l’affitto e portando alcuni a ritirare le proprietà dal mercato. Durante le trattative, avevano richiesto incentivi fiscali per i locatori e garanzie che le misure sugli sfratti non comportassero costi aggiuntivi per i piccoli proprietari. Nonostante il governo avesse accolto alcune di queste istanze, Junts ha richiesto il ritiro dei decreti e la negoziazione di un nuovo provvedimento.

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