Centrodestra a Milano, Tajani difende Perego: «Basta personalismi, uniti per la città»

11.10.2026 17:25
Centrodestra a Milano, Tajani difende Perego: «Basta personalismi, uniti per la città»

Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha dichiarato il suo sostegno per la candidatura di Matteo Perego di Cremnago come sindaco di Milano, avvertendo la coalizione di centrodestra: «La poltrona non sia l’obiettivo», riporta Attuale.

Il centrodestra milanese continua a dibattere sul proprio candidato sindaco, e la tensione aumenta. Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha affermato durante un evento del suo partito: «Milano è la città che noi vogliamo governare».

In un chiaro messaggio ai suoi alleati, Tajani ha richiamato l’identità e le esigenze della città: «Desideriamo un sindaco che sia in sintonia identitaria con lo spirito della città. Per questo abbiamo proposto Matteo Perego di Cremnago, non solo per la sua appartenenza a Forza Italia, ma perché incarna lo spirito di milanesità di cui abbiamo bisogno». Inoltre, per contrastare le accuse di voler imporre la propria scelta alla coalizione, ha insistito su una proposta «non con aggressività», ma con a vivo intento di unire.

Tuttavia, la Lega, capitanata da Matteo Salvini, si attesta sul nome di Silvia Sardone, escludendo la possibilità di una scelta imposta dai partiti. Nel loro comunicato, ribadiscono: «Lasciamo che siano i milanesi a decidere chi sarà il miglior sindaco per rilanciare la città. Se non ci riescono i partiti, saranno i cittadini di tutti i quartieri, con le primarie, a fare la scelta migliore».

Tajani ha risposto a queste dichiarazioni, chiarendo il suo impegno per difendere la linea politica di Forza Italia e sottolineando che «se poi qualcuno non si riconosce nella linea politica, ci sono i congressi». Inoltre, ha puntualizzato: «Il mio compito sarà da questo punto di vista intransigente, la linea politica di FI non cambia» e ha avvertito i membri del partito che «i personalismi sono sbagliati. Siamo tutti militanti, togliamoci i gradi dalle spalline e ricordiamoci chi siamo».

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