Meloni: «Servono risposte strutturali per l’energia, l’Ets danneggia le imprese italiane»

12.10.2026 13:05
Meloni: «Servono risposte strutturali per l'energia, l'Ets danneggia le imprese italiane»

L’intervento della premier all’assemblea di Assolombarda del 6 aprile 2025 ha messo in evidenza la necessità per l’Italia di affrontare le sfide in ambito energetico e ambientale. Giorgia Meloni ha ribadito che il Paese «ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno», riporta Attuale.

Durante l’assemblea, Meloni ha sottolineato l’importanza di risposte strutturali e di lungo periodo, avvertendo che «se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell’emergenza». Ha ricordato i «60 milioni stanziati per proteggere gli italiani» dal caro energia e gli interventi straordinari del Governo, come il taglio delle accise e l’introduzione delle accise mobili a seguito dell’aumento dei prezzi dei carburanti.

Perché per Meloni è necessario un cambiamento sugli Ets

Inoltre, la premier ha evidenziato che è necessario un cambio di passo in Europa, in quanto una parte significativa delle misure sull’energia non può essere risolta a livello nazionale. Senza un cambiamento sul sistema Ets, ha avvertito, anche gli interventi più efficaci potrebbero non raggiungere il loro scopo. Ha spiegato che il meccanismo delle quote di emissione «gonfia artificialmente i prezzi, crea squilibri tra gli Stati membri e danneggia le nostre imprese manifatturiere», soprattutto in un contesto globale in cui i principali concorrenti non affrontano costi simili sul carbonio.

Un’Italia che «ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno»

Meloni ha presentato un esempio concreto, sottolineando che «se un’acciaieria chiude in Lombardia e l’acciaio viene comprato dall’altra parte del mondo, prodotto con standard ambientali molto più bassi, il pianeta non ci guadagna nulla, anzi ci perde». Ha messo in evidenza come tale perdita si ripercuota su «competenze, lavoro e filiere» e ha affermato che il Continente «non diventa più sostenibile e verde». La premier ha concluso il suo discorso affermando che «L’Italia non siede in Europa per dire sempre di sì. L’Italia è uno dei Paesi che l’Europa l’ha fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno».

Inoltre, Meloni ha espresso la necessità di finanziare nuove priorità nel bilancio pluriennale della UE, ponendo l’accento sulla «competitività». Ha rimarcato che «non si possono reperire risorse tagliando su coesione e politica agricola che sono la precondizione per la competitività. Non si può costruire l’autonomia strategica se si taglia sull’unica autonomia che abbiamo, e cioè quello che mangiamo».

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile! Ci troviamo a combattere non soltanto per il caro energia, ma anche per una politica europea che non favorisce i nostri interessi. È assurdo che le acciaierie chiudano in Lombardia mentre gli altri paesi non rispettano gli stessi standard. Serve un cambiamento vero, non solo parole!!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere