Attacchi missilistici sull’Arabia Saudita: il congresso sul petrolio a Riad in crisi
Il recente bombardamento missilistico sull’aeroporto di Riyad ha causato un significativo allerta per la sicurezza del principe ereditario Mohammed bin Salman e ha portato a defezioni ai vertici dell’energia in occasione del 25esimo congresso sul petrolio. Durante la notte tra domenica e lunedì, i ribelli Houthi hanno nuovamente attaccato l’aeroporto. Gli attacchi di sabato e domenica hanno provocato un bilancio di 12 morti e 300 feriti, riportano Attuale.
Di conseguenza, molte figure chiave del settore energetico, tra cui i CEO di ExxonMobil, Total, Shell e BP, hanno deciso di annullare la loro partecipazione a un evento strategico per l’Arabia Saudita, che si svolge al Ritz Carlton di Riyad. La situazione ha sollevato preoccupazioni rispetto alla sicurezza della capitale saudita.
Il “Re Khalid” di Riyad è attualmente chiuso come misura precauzionale. Un portavoce degli Houthi ha esortato a non utilizzare gli aeroporti e lo spazio aereo sauditi, e le ambasciate di diversi paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno fatto lo stesso appello.
Gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità degli attacchi recenti, dichiarando di aver utilizzato missili balistici, missili da crociera e droni. Anche l’aeroporto di Dammam e due giacimenti petroliferi nella regione orientale sono stati colpiti.
In risposta agli eventi, il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha dichiarato che le ultime aggressioni richiedono una reazione ferma del Regno, sottolineando che “la nostra risposta deve essere proporzionata alla gravità degli eventi delle ultime settimane”.
La situazione a Riad rimane critica, con il principe Mohammed bin Salman che si sposta solo in luoghi altamente protetti, accompagnato da una scorta selezionata, secondo il Wall Street Journal.
Dal 2015, il principe ereditario ha impegnato l’Arabia Saudita in un conflitto in Yemen a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale contro gli Houthi, un’azione che ha intensificato le ostilità nella regione. Questo conflitto minaccia anche l’ambizioso programma di sviluppo turistico dell’Arabia Saudita, con l’incombente conferenza internazionale sugli investimenti, la Future Investment Initiative, prevista dal 26 al 29 ottobre, a rischio.