Tensione a Montecitorio: Dori porta Fontana alla Consulta per il caso Delmastro, FdI critica la fiducia compromessa

12.10.2026 17:26
Tensione a Montecitorio: Dori porta Fontana alla Consulta per il caso Delmastro, FdI critica la fiducia compromessa

Dori (Avs) ha presentato ricorso per conflitto di attribuzione per l’accesso negato ai materiali della Procura di Roma sulla “Bisteccheria d’Italia”. Iaia (FdI) a LaPresse: «Non sapevamo nulla, rapporto di fiducia compromesso», riporta Attuale.

Devis Dori, presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione contro la decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana di impedire all’organo collegiale di Montecitorio di visionare le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e l’ex prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, nell’ambito dell’inchiesta sulla “Bisteccheria d’Italia”.

Il 31 luglio, infatti, gli uffici di Montecitorio, su indicazione di Fontana, negavano a Dori e a cinque deputati di opposizione l’accesso alle chat, provocando un sit-in di due ore nella sala della Giunta. Successivamente, il 5 agosto, al termine di una votazione accesa, l’aula negava, con 206 sì e 133 no a scrutinio segreto, l’acquisizione delle chat tra Delmastro e Caroccia, ritenute dalla procura di Roma “necessarie” agli accertamenti antimafia sul presunto prestanome del clan Senese.

Il ricorso presentato da Devis Dori contro la decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana

Dori chiede ora che sia ristabilito il corretto riparto delle competenze costituzionali fra la presidenza della Camera, la Giunta delle autorizzazioni e i relativi membri, a seguito dell’impedimento senza precedenti opposto da Fontana al presidente della Giunta per le autorizzazioni di prendere visione di materiale inviato dalla Procura di Roma riguardante potenziale corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove, che avrebbe dovuto essere acquisita ai sensi dell’art. 68, comma terzo, della Costituzione.

Nel ricorso, anticipato dal Fatto Quotidiano e visionato da LaPresse, si evidenzia che «Il presente conflitto denuncia la menomazione grave e manifesta delle attribuzioni che individualmente competono all’onorevole Dori, sia in quanto deputato e membro della Giunta per le autorizzazioni, sia come presidente della stessa, circa l’accesso ai materiali trasmessi dall’autorità giudiziaria nell’ambito di richieste ex art. 68, commi secondo e terzo, della Costituzione».

Le dichiarazioni a LaPresse di Dario Iaia, capogruppo FdI in Giunta Autorizzazioni

Il capogruppo di FdI in Giunta Autorizzazioni, Dario Iaia, ha dichiarato a LaPresse che Dori avrebbe agito in autonomia. Ha sottolineato: «Non sapevamo nulla del ricorso. Certamente sarebbe stato corretto dal punto di vista istituzionale informare quanto meno l’ufficio di presidenza di un’iniziativa di questo tipo».

Iaia ha inoltre espresso dubbi sulla legittimità giuridica del ricorso presentato, chiedendo: «È da approfondire l’aspetto della legittimazione attiva del presidente ad agire in autonomia, non essendo egli stesso espressione di un organo monocratico. Già nel prossimo Ufficio di Presidenza, chiederemo formalmente che venga messa a disposizione della Giunta copia del ricorso per poter fare le dovute valutazioni, perché, se il presidente Fontana dovesse costituirsi, ci si potrebbe trovare in una situazione paradossale in cui la Giunta sarebbe chiamata ad esprimere un parere sul ricorso presentato dal suo stesso presidente».

Infine, su Dori: «Bisognerà anche capire quanto il presidente potrà ricoprire ancora quella carica e quanto invece il rapporto di fiducia possa ritenersi compromesso, perché non appare e non è assolutamente più figura imparziale e non è la prima volta che ciò accade».

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