Tragico naufragio del Al Salam Boccaccio 98: il Tribunale di Genova condanna Rina Spa per risarcimenti equi
Il Tribunale di Genova ha emesso una sentenza storica riguardo al naufragio del traghetto Al Salam Boccaccio 98, avvenuto nel febbraio 2006 nel Mar Rosso, dove hanno perso la vita 1.071 persone. La corte ha ordinato a Rina Spa, responsabile dei controlli di sicurezza, di risarcire le famiglie delle vittime seguendo criteri non discriminatori. La decisione annulla, infatti, i principi ispirati alla Sharia che in Egitto avevano garantito somme inferiori alle donne rispetto agli uomini, riporta Attuale.
Il giudice Daniele Bianchi ha riconosciuto un risarcimento equo per tre sorelle, cui erano stati inizialmente assegnati 7.667 euro ciascuna per la perdita del padre, mentre al fratello erano andati 15.334 euro. Ora, alle sorelle è stato concesso lo stesso importo del fratello, oltre a rivalutazione e interessi.
La sentenza stabilisce un capitale totale di 40.113.410,22 euro, comprendente 38.463.702 euro per la perdita dei familiari, 1.627.015,52 euro in conguagli alle donne e 22.692,70 euro per spese funerarie. Con gli interessi, il risarcimento complessivo è stimato attorno ai 60 milioni di euro, oltre a 3,5 milioni di spese legali.
Nel dispositivo, il giudice Bianchi ha sottolineato l’incostituzionalità di applicare leggi che promuovono trattamenti diseguali basati sul genere. Ha richiamato la Sura 4:11 del Corano, evidenziando il principio secondo cui “al maschio spetta il valore pari a quello di due femmine”. Tali norme erodono il principio di equità, mostrando una disparità strutturale ingiustificata nei rimborsi.
Oltre alle questioni relative agli importi, la sentenza mette in luce casi di disparità anche più marcata: a una madre sono stati attribuiti 7.301,90 euro, rispetto ai 36.509,50 euro ricevuti dal padre, cinque volte tanto. Un’altra vittima aveva due mogli, ognuna delle quali aveva ricevuto 2.738,21 euro, ma il giudice ha ordinato un ulteriore riconoscimento di 8.214,64 euro per ciascuna.
La perizia del giudice ha confermato che Rina Spa non tradusse le istruzioni di sicurezza in una lingua comprensibile per l’equipaggio, un fattore che ha contribuito al disastro. L’incendio e una manovra errata sulle casse di zavorra causarono il ribaltamento della nave. La condanna è rivolta esclusivamente a Rina Spa e non all’Ente Registro Italiano Navale, sebbene la società sostenga che altre inchieste attribuiscano la responsabilità all’armatore e al comandante. La sentenza si presenta come un avvertimento a chiunque, in Italia, intenda istituire tribunali islamici: nessuna norma discriminatoria può prevalere sulla nostra Costituzione.