Houthi colpiscono Saudi Aramco: l’attacco al cuore dell’economia saudita

14.10.2026 17:05
Houthi colpiscono Saudi Aramco: l'attacco al cuore dell'economia saudita

Attacco Houthi a Saudi Aramco: Il rischio per l’economia saudita cresce

Nella notte tra martedì e mercoledì, un missile Houthi ha colpito nei pressi di Dhahran, in Arabia Saudita, mettendo in evidenza le vulnerabilità della compagnia Saudi Aramco, fulcro dell’economia saudita. Questo attacco, nonostante non sia il più devastante subito dalla compagnia, segue una serie di incidenti recenti che hanno inflitto danni significativi alla produzione petrolifera del regno, riporta Attuale.

Il precedente attacco più significativo risale a settembre 2019, quando droni e missili hanno messo fuori uso la metà della produzione saudita, fermando impianti cruciali come quelli di Abqaiq e Khurais. Saudi Aramco ha la capacità di estrarre 12 milioni di barili al giorno, rappresentando una porzione sostanziale del fabbisogno globale.

Quest’anno, i danni provocati ai depositi di petrolio sono stati sostanziali, con la raffineria di Jazan inoperativa dal luglio scorso e la raffineria di Riyad che ha subito un incendio il 3 ottobre. Un oleodotto strategico, che collega il Golfo al Mar Rosso, è stato colpito da droni provenienti dall’Iraq nel settembre precedente. Tuttavia, ciò che è stato attaccato a Dhahran è ben più significativo: Saudi Aramco è intrinsecamente legata alla nazione stessa.

Per comprendere appieno l’importanza storica di questa compagnia, è utile risalire alle origini del regno saudita. Nel 1932, Ibn Saud proclamò il regno, e nel 1938, grazie alla scoperta di petrolio nel pozzo numero 7 a Dhahran, il regno prese piede economicamente. Saudi Aramco, originariamente conosciuta come Arabian American Oil Company, ha giocato un ruolo cruciale nel plasmare non solo l’economia saudita, ma anche le dinamiche geopolitiche della regione.

Nel 1945, il «patto del secolo» tra i Saud e gli Stati Uniti sancì un accordo che ha resistito nel tempo, ma che ora presenta segni di precarietà. Negli anni successivi, la nazionalizzazione graduale di Aramco ha portato all’acquisizione completa da parte dell’Arabia Saudita entro il 1980, segnando un cambio di paradigma nella gestione delle risorse naturali del paese.

Il futuro della compagnia e, per estensione, della sicurezza energetica saudita è ora sotto scrutinio. Poche ore prima dell’attacco, il ministro dell’energia, Abdulaziz bin Salman Al Saud, aveva ribadito la posizione di Riad come «capitale della sicurezza energetica». Tuttavia, la minaccia persistente dei Houthi mette in discussione la sostenibilità di tale affermazione.

Con la storia di Aramco che continua a essere scritta, le implicazioni di questi attacchi non saranno limitate solo ai danni materiali, ma influenzeranno probabilmente anche la strategia politica e economica del regno.

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