Scontro tra governo e banche sugli extraprofitti: Giorgetti assicura che il prelievo sarà sostenibile

17.10.2026 06:35
Scontro tra governo e banche sugli extraprofitti: Giorgetti assicura che il prelievo sarà sostenibile

Il governo italiano cerca cinque miliardi dalle banche per la Manovra economica

Il governo italiano intende recuperare cinque miliardi di euro dalle banche e le assicurazioni per finanziare almeno un quarto della Manovra economica, inaugurando una controversia a livello politico e finanziario. Da un lato, gli istituti di credito avvertono sui possibili rischi per risparmiatori e investitori, mentre dall’altro la maggioranza di governo è spaccata tra chi propone un prelievo obbligatorio e chi predilige un accordo volontario. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha affermato da Bangkok che il contributo richiesto “sarà sostenibile e non morirà nessuno”, riporta Attuale.

Giorgetti ha inoltre avvertito sulle conseguenze legali derivanti dalla misura, sottolineando che “tutti gli italiani potrebbero portare in tribunale lo Stato perché aumenta le tasse”. Il ministro ha promesso di calibrare attentamente l’operazione, mantenendo la vigilanza sui mercati e sulla necessità di “tenere sotto controllo lo spread”, soprattutto considerando i miliardi di Btp in possesso delle banche. In merito alla Manovra, Giorgetti ha suggerito alternative come interventi sulle retribuzioni dei giovani, misure per gli anziani o modifiche all’Irpef, ribadendo il suo obbligo di far quadrare il bilancio.

La frattura si evidenzia anche nel centrodestra. Il vicepremier Antonio Tajani ha chiarito che Forza Italia non accetta l’idea di una tassa sugli extraprofitti, invitando a perseguire “prudenza e dialogo” per trovare una soluzione concordata. Le preoccupazioni riguardano il possibile trasferimento dei costi sui clienti, implicando che banche popolari e istituzioni di credito locale potrebbero subire ricadute negative. Sulla stessa lunghezza d’onda, il ministro Paolo Zangrillo ha suggerito che il contributo debba essere concordato con le banche e le assicurazioni.

La Lega si mostra intransigente. “La chiameremo contributo, la chiameremo obolo, chiamiamola come vogliamo, però ci sarà sicuramente”, ha dichiarato il senatore Claudio Borghi, rivolgendosi ai suoi alleati di Forza Italia. Matteo Salvini ha difeso la misura, sottolineando che gli istituti finanziari raggiungeranno quest’anno oltre 50 miliardi di euro di utili, e restituire cinque miliardi ai cittadini sarebbe “di buonsenso”, con l’intenzione di destinare queste risorse a pensioni, partite Iva e forze dell’ordine.

Le opposizioni criticano l’assenza di una strategia chiara da parte dell’esecutivo. Antonio Misiani, responsabile economia e finanze del Pd, ha accertato che il governo “raschia affannosamente il fondo del barile”, trascurando le società energetiche che beneficiano di profitti elevati. Il Pd richiede una riforma strutturale della tassazione sugli utili straordinari. Ancora più contundente Angelo Bonelli (Avs), che denuncia il “solito teatrino” tra Lega e Forza Italia e chiede l’implementazione di una vera tassa sugli extraprofitti di banche, assicurazioni ed energia.

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