Trieste, 17 ottobre 2026 – Il caso di Liliana Resinovich si riaccende con l’ultima perizia e si avvicina alla fine delle indagini preliminari, la cui scadenza è fissata ad aprile 2027. Se non ci saranno proroghe, la procuratrice di Trieste Ilaria Iozzi deciderà se rinviare a giudizio Sebastiano Visintin, 77 anni, marito di Liliana, attualmente indagato per omicidio. Il 2 ottobre, l’uomo è stato convocato in procura per essere interrogato, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, riporta Attuale.
Nuove evidenze e il mistero del maglione giallo
Otto giorni fa, gli esami genetici e merceologici dei periti Eva Sacchi, Chiara Turchi e Paolo Fattorini hanno sollevato nuove domande a quasi cinque anni dall’inizio del giallo di Trieste. Liliana, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio, presenta un enigma irrisolto: quando è morta realmente?
I periti hanno identificato tre DNA maschili non noti: si tratta di tracce lasciate da qualcuno legato alla fine di Liliana o di contaminazioni? Questo resta un interrogativo aperto. Inoltre, il maglione giallo di Visintin, sequestrato durante le indagini, non corrisponde a quello indossato dall’indagato in uno dei dodici video registrati con una GoPro il 14 dicembre. Questa data è considerata dalla consulente del pm Cristina Cattaneo, antropologa forense, come quella più probabile per la morte di Liliana.
I dettagli sugli indizi e il DNA
Sui jeans e sul sacco nero che avvolgeva la parte inferiore del corpo di Liliana sono stati rinvenuti i tre DNA maschili. Inoltre, è stato trovato un capello nella manica sinistra della maglia di Lilly e tracce sul cordino che legava un mazzo di chiavi ritrovato nella borsetta della vittima. Tuttavia, sul cordino che stringeva i sacchetti al collo di Liliana è stato trovato solo il suo DNA, senza rivelare alcuna traccia di Visintin, circostanza che riapre la possibilità del suicidio, ipotesi inizialmente abbandonata.
Indagini e filmati
Le conseguenze delle consulenze sui telefoni e sui filmati realizzati da Visintin con la GoPro il 14 dicembre 2021 rimangono incerte. La prima udienza sulla perizia è programmata per il 30 ottobre, mentre l’albergatrice intervistata dalla procura lo scorso anno potrebbe fornire ulteriori spunti. “Ma potrebbero esserci altre indagini della Procura che non conosciamo”, ha sottolineato l’avvocato Antonio Cozza.
Doppia data di morte
La questione della data di morte di Liliana resta un enigma. Nella richiesta di archiviazione di febbraio 2023, il procuratore aveva concluso che non era stato possibile stabilire il momento esatto, rimanendo in piedi due possibilità: il giorno della scomparsa o 48-72 ore prima del ritrovamento. La salma di Liliana, riesumata a febbraio 2024, ha portato a un aggiornamento sulla lapide, dove il 5 gennaio 2022 è stato sostituito dal 14 dicembre 2021. L’antropologa forense ha indicato che “in via di altissima probabilità” Liliana è stata uccisa quella mattina, ma ulteriori analisi suggeriscono che il cadavere potrebbe essere stato successivamente trasportato nel luogo del ritrovamento.