Elly Schlein dichiara: “Pronta a diventare premier, con o senza primarie”

18.10.2026 13:55
Elly Schlein dichiara: "Pronta a diventare premier, con o senza primarie"

Elly Schlein promette unità e sfida al governo Meloni

Roma, 18 ottobre 2026 – “Con le forze dell’alleanza progressista non abbiamo più alcuna intenzione di fare mai più il favore alle destre di dividerci. Noi resteremo uniti e unite per costruire l’alternativa, e non da soli, ma speriamo insieme a voi”. Questa è la promessa fatta da Elly Schlein questa mattina, poco prima di presentarsi davanti all’assemblea del Partito democratico, a cui ha dichiarato di essere pronta a fare la premier, con o senza primarie. Questo pomeriggio chiederà una proroga del suo mandato da segretaria in vista delle prossime elezioni politiche. La leader è comparsa davanti ai compagni di partito fiera di aver raggiunto i due obiettivi che si diede il 12 marzo 2023, quando venne eletta: “L’unità del Pd e dell’alleanza progressista, li abbiamo raggiunti insieme, testardamente unitari e uniti per cambiare l’Italia”, riporta Attuale.

Schlein ha poi lanciato un attacco deciso contro il governo Meloni, sottolineando l’importanza delle recenti proteste in tutta Italia. “Non c’entriamo niente con i delinquenti” visti nelle manifestazioni – ha ribadito – “li abbiamo sempre condannati, ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”. Ha proseguito affermando che “le piazze chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete a chi studia, lavora e produce. Il governo sta ignorando queste voci. È stato il governo più longevo e inconcludente, Meloni ha sprecato un’occasione storica”, denunciando che la premier non ha ottenuto alcuna riforma “che cambiasse in meglio e in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri”.

Le critiche di Schlein non si sono fermate qui. Ha evidenziato una questione fondamentale per l’asse politico del suo partito: “Se vincono loro, portano la spesa militare al 5% del Pil, se vinciamo noi dobbiamo impegnarci a portarla (la spesa sanitaria, ndr) al 7%”. Inoltre, parlando del caro-energia, ha sottolineato che “il governo oggi si ritrova a fare ciò che noi chiedevamo da aprile, il tetto al prezzo del gas. Siccome Meloni mi ha attaccato dicendo che ci ho messo troppi giorni a rispondere ai suoi attacchi, se avesse risposto sei mesi fa avremmo evitato un salasso alle famiglie italiane”.

La segretaria del PD ha inoltre rinnovato la sua bocciatura della gestione dei temi sociali da parte del governo Meloni: “Io non ne posso più di sentire questa destra che se la prende sempre e solo con i migranti irregolari e mai con i padroni che li sfruttano irregolarmente nei campi e nelle aziende. È troppo facile così, dobbiamo fare di più”. Ha quindi esortato a lavorare per unire tutti gli attori coinvolti “mettendo insieme industria, agricoltori, anche la grande distribuzione organizzata e agendo per davvero”.

Infine, Schlein ha espresso la sua piena solidarietà verso coloro che subiscono discriminazioni, senza risparmiare critiche: “Due ragazzi di Cesenatico hanno pubblicato la foto di un bacio per il loro compleanno e sono stati coperti da insulti e odio. Diamo loro solidarietà piena. La foto l’ha fatta la nonna che ha detto: ‘l’amore vince su tutto’. Vogliono una condanna al silenzio, ma chi si deve vergognare sono gli omofobi, l’unica cosa innaturale è il loro odio”.

Questa posizione di Schlein si riallaccia alla sua ambizione di essere colonna portante dei progressisti alle prossime elezioni, enfatizzando l’importanza della programmazione rispetto alla leadership. “Noi abbiamo sempre detto, o l’accordo a chi ha più consenso, un principio democratico che vale in tutti i paesi, oppure le primarie. Se si fanno saranno una grande festa, non abbiamo paura, non saranno divisive. Noi ci siamo e ci saremo”. Ha concluso dichiarando di essere pronta “a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie”.

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