Roma, 19 ottobre 2026 – Strade paralizzate e negozi di alimentari con gli scaffali vuoti. Banchi di prodotti freschi deserti, intere corsie di supermercati rimaste senza merce. Frutta, verdura, latte fresco e altri alimenti deperibili scarseggiano anche nei mercatini a km 0. Dalla Sicilia alla Campania, dalla Calabria alla Puglia, passando per Molise e Abruzzo, la situazione è critica e suscita preoccupazione, richiamando alla mente le immagini del lockdown durante il Covid. Questa volta, tuttavia, a bloccare gli approvvigionamenti è la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, che ha un impatto diretto sui cittadini. La crisi mette in difficoltà i punti vendita della grande distribuzione e rischia di mandare al macero quintali di merce ferma nei tir., riporta Attuale.
In Sicilia quasi esaurite scorte di carne e acqua
Dopo 4 giorni di fermo degli autotrasportatori siciliani, scaffali dell’ortofrutta vuoti anche nei supermercati di Palermo. In alcuni negozi di alimentari esaurite anche le scorte di carne e le riserve di acqua e di pasta, dopo l’assalto di molti palermitani spaventati dallo stop prolungato dei tir. Molti si spostano da un supermercato all’altro alla ricerca di prodotti freschi sempre più rari. Il Comitato autotrasportatori siciliani precisa che il fermo non riguarda il passaggio di frutta e verdura, ma è proprio su questi prodotti freschi che si stanno avvertendo le difficoltà. “Non ci sono i presupposti per andare a lavorare. Siamo fermi nei piazzali e così resteremo fino a domani. Se Salvini accetterà tutte le nostre proposte revocheremo il fermo, altrimenti continueremo ad oltranza,” avverte il coordinatore del Comitato Salvatore Bella.
Calabria, scaffali quasi vuoti dopo 4 giorni di blocco
La situazione è simile in Calabria, dove scaffali quasi vuoti, pesce, latte e farina stanno iniziando a scarseggiare. L’effetto del blocco del trasporto comincia a farsi sentire, interessando anche le zone al di fuori della capitale regionale. Gli autotrasportatori aderenti a Fedralog, la Federazione regionale della logistica, sono fermi da venerdì, dando il via alla protesta che terminerà alle 20 di domani sera. Questo ha un impatto significativo sull’approvvigionamento delle derrate alimentari alla grande distribuzione, e lo sciopero coinvolge anche trasportatori di regioni vicine, amplificando l’effetto della protesta.
Campania: “A rischio paralisi anche le farmacie”
Il domino della mobilitazione degli autotrasportatori si fa sentire anche in Campania. “Nei supermercati di Napoli e in Campania entro un paio di giorni non ci sarà nulla, nessun prodotto fresco. I prodotti non arrivano più da venerdì,” avverte il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo. Dopo un incontro in prefettura a Napoli, Schiavo ha spiegato che “sono stati registrati scaffali pieni solo al 50%, la frutta e la verdura non sono arrivate questa mattina.” Se i tir con le merci non arriveranno, a breve i supermercati non avranno più nulla da vendere come prodotti freschi.
Il presidente di Confesercenti, che domani parteciperà a un incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha suggerito il taglio delle accise sui carburanti almeno del 50% come prima soluzione da adottare. “Qui si rischia la paralisi anche per le farmacie, le persone che hanno bisogno di prodotti importanti per la propria salute potrebbero non trovarli,” avverte Schiavo.
Puglia, celle delle aziende colme di prodotti deperibili
Situazione analoga in Puglia, dove scarseggiano pasta, panna da cucina, latte, prodotti freschi e diversi generi confezionati in molti punti vendita. Coldiretti sottolinea che le celle delle aziende agricole sono colme di ortaggi, frutti e funghi che non riescono a raggiungere le piattaforme logistiche italiane di distribuzione, con alcuni tir già carichi di prodotti deperibili fermi sulle strade. Il protrarsi della mobilitazione aumenta il rischio che il cibo possa andare irrimediabilmente buttato. In Puglia, il settore dei trasporti, con il 34,6% dei consumi finali, si conferma il più “energivoro,” secondo Coldiretti Puglia, sulla base di dati Mise, Terna ed Enea. “A subire gli effetti dei rincari – avverte Coldiretti – è l’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione. Questo scenario è aggravato dal deficit logistico italiano per la carenza delle infrastrutture, che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro, penalizzando l’economia nazionale rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea.”
Allarme anche per gli allevamenti in Molise e Abruzzo
Strade paralizzate e negozi con gli scaffali semivuoti anche in Molise e Abruzzo. La rabbia degli autotrasportatori contro il caro gasolio è palpabile nel centro di Campobasso e Isernia, dove tir e trattori percorrono la zona pedonale a clacson spiegati, dando voce alla loro frustrazione. “Siamo morti che camminano, non ce la facciamo più,” è il grido di protesta, accolto dagli applausi di studenti e lavoratori. Questa mobilitazione rischia di innescare un incremento dei disagi, incidendo negativamente sulla filiera alimentare e sui rifornimenti. Con i camion carichi di merci fermi, i supermercati non possono rifornirsi. L’allarme interessa anche gli allevamenti, poiché si blocca la consegna dei mangimi per gli animali, e il rifornimento di benzina e gasolio alle stazioni locali non può essere garantito.