Un satellite russo si avvicina a un satellite statunitense: crescono le tensioni spaziali
Durante lo scorso fine settimana un satellite russo si è avvicinato pericolosamente a un satellite statunitense che fornisce osservazioni per l’esercito ucraino. È rimasto nelle sue vicinanze per molte ore, prima di allontanarsi all’inizio di questa settimana, lasciando molte domande aperte su che cosa volesse fare o provare a dimostrare la Russia, riporta Attuale.
Queste attività nell’orbita bassa terrestre, a una distanza di circa 500 chilometri dal nostro pianeta, sono l’ultimo segnale di un crescente interesse per lo Spazio a scopi militari. I protagonisti di questo confronto sono soprattutto Russia, Stati Uniti e Cina, ma finora avevano coinvolto satelliti militari. L’episodio del fine settimana evidenzia un’espansione verso i satelliti commerciali, ora utilizzati dai governi per osservare la Terra e raccogliere informazioni anche a scopo militare.
Il satellite russo coinvolto nell’insolito avvicinamento, denominato Kosmos 2612, era stato portato in orbita lo scorso aprile senza che fossero fornite informazioni sugli scopi del lancio. Nei mesi seguenti, diverse attività di intelligence avevano indicato che alcuni di quei satelliti si erano posizionati in orbite compatibili con quella di ICEYE-X36, un satellite di osservazione terrestre.
ICEYE-X36, di proprietà di ICEYE US, società controllata da un’azienda finlandese, è parte di una rete di satelliti in grado di fornire immagini ad alta risoluzione e viene utilizzato da diversi paesi a scopo militare. L’esercito ucraino, infatti, utilizza regolarmente i dati di ICEYE, rendendo il satellite obiettivo di interesse per la Russia. La disponibilità di informazioni quasi in tempo reale su quanto accade al suolo rappresenta un vantaggio cruciale per monitorare i movimenti delle forze russe.
Fino alla scorsa settimana, Kosmos 2612 si era tenuto a centinaia di chilometri di distanza da ICEYE-X36. Tuttavia, il 16 ottobre, il satellite russo si è avvicinato fino a 2-3 chilometri, mantenendosi durante il fine settimana a circa 500 metri, una distanza insolita per due satelliti non appartenenti alla stessa missione. Questo avvicinamento solleva preoccupazioni circa la sicurezza nello spazio, dove i satelliti tendono a mantenere ampie distanze per evitare collisioni.
La natura della strumentazione a bordo di Kosmos 2612 rimane sconosciuta, rendendo difficile ipotizzare il suo scopo. La Russia ha sviluppato da tempo “satelliti ispettori” per scattare fotografie o captare comunicazioni nelle vicinanze. Potrebbero anche essere equipaggiati con sistemi capaci di interferire o distruggere altri satelliti, una pratica che minaccia la sicurezza generale dell’orbita terrestre.
La distruzione di un satellite potrebbe generare detriti capaci di colpire altri satelliti, innescando una reazione a catena potenzialmente devastante, nota come sindrome di Kessler. Sebbene nel caso specifico i detriti si produrrebbero in orbita bassa, il rischio di distruzioni su larga scala sarebbe comunque presente.
Attualmente, gli accordi internazionali hanno stabilito alcuni limiti alle attività militari nello spazio, ma il numero di satelliti militari e di veicoli spaziali con capacità non dichiarate è in aumento. Esperti sottolineano che Stati Uniti, Russia e Cina potrebbero aver già portato in orbita armi vere e proprie, con un potenziale escalation nell’accumulo di sistemi bellici in assenza di nuove intese.
Con l’operazione di avvicinamento, la Russia ha dimostrato la sua capacità di manovrare satelliti con precisione e rapidità. Poco dopo, Kosmos 2612 ha lasciato l’area, a seguito della decisione del presidente statunitense Donald Trump di sospendere alcune sanzioni economiche nei confronti della Russia. Il satellite russo rimane comunque in orbita, insieme ad altri satelliti simili, lasciando aperta la possibilità di ulteriori avvicinamenti a ICEYE-X36 in futuro.