Primarie del campo largo: divisioni tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sul futuro della coalizione

21.10.2026 15:45
Primarie del campo largo: divisioni tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sul futuro della coalizione

Primarie in arrivo per il campo largo

Roma, 21 ottobre 2026 – Primarie in arrivo per il campo largo. Ma tra quanto? Bisognerà aspettare la sentenza della Corte costituzionale sulla riforma del voto approvata con la nuova legge elettorale o saranno “rapide”, forse entro gennaio, per non lasciare troppo spazio alla maggioranza? È un dialogo a distanza, quello che portano avanti da giorni la segretaria dem Elly Schlein e il leader del M5s Giuseppe Conte. La prima parla dal palco della Nuvola a Roma e si dice pronta a guidare la coalizione nella sfida elettorale del 2027, il secondo replica 48 ore dopo all’evento Coldiretti. “Mi auguro ci siano altri candidati, oltre a me ed Elly, sennò rischiamo di andare verso una prospettiva divisiva, al di là dell’impegno. Non può essere un duello rusticano”, riporta Attuale.

L’annuncio di Elly Schlein

Se fino a domenica scorsa Schlein aveva temporeggiato, è proprio all’assemblea nazionale del Pd che, con un discorso di un’ora e mezza, scopre dichiaratamente le sue carte. “Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie” ha annunciato davanti ai suoi, lanciando un messaggio proprio all’alleato-avversario Giuseppe Conte. Il M5s ha chiarito più volte di voler scegliere il candidato della coalizione con le primarie, che infatti sembravano ormai scontate. Invece, con quel “con o senza”, Schlein sembrava averle rimesse in discussione.

La replica di Giuseppe Conte

E così, dopo un lunedì di silenzio sul fronte primarie, Giuseppe Conte risponde alle dichiarazioni fatte dalla dem alla Nuvola. Di fronte alle ricostruzioni che raccontano di una Schlein più propensa ad una competizione a due, il leader del M5s si augura che ci siano, invece, più candidati e che le primarie non si trasformino in “un duello rusticano”. “Non devono essere quelle primarie in cui si confrontano due o più partiti in modo asfittico” ha sottolineato intervenendo al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti: “È una preoccupazione che non ho lasciato cadere nel vuoto”. Gazebi sì, quindi, ma con quali tempi e modalità?

Primarie: tempi e modalità

Il Nazareno punta a febbraio, subito dopo la sentenza della Consulta sulla legge elettorale attesa a fine gennaio, mentre Conte non vuole aspettare e spinge per una soluzione più rapida. Oltre alle tempistiche, sono ancora tutte da concordare le regole della partecipazione, dalla eventuale pre-registrazione, al voto online fino ai contributi. Il M5s propone il turno unico, anche con più candidati, mentre nel Pd e in Italia Viva si ragionerebbe sul doppio turno. Conte vuole anche primarie ampie, con comitati civici e giovani, non una conta tra leader di partito.

Il post primarie

È previsto che, anche dopo i gazebi, Conte ha dichiarato ad agosto che il M5s resterebbe nella coalizione anche se vincesse Schlein, ma resta il sospetto che i 5 Stelle possano rompere l’alleanza in caso di sconfitta. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha invece escluso la corsa e, secondo le ricostruzioni, darebbe un contributo dopo le primarie soprattutto con Schlein vincente: “Darò l’appoggio a quello o quella che sarà il candidato, o la candidata, del centrosinistra” dice ai microfoni del Tg3, escludendo “totalmente” la sua partecipazione alle primarie. Avs, co-guidata da Angelo Bonelli, teme che le primarie dividano. “Penso che non siano utili – aveva dichiarato a inizio ottobre – perché rischiano di amplificare le differenze. Registro però la volontà del Partito democratico e del Movimento 5Stelle di andare avanti”.

I nodi ancora da sciogliere

Ma i nodi da sciogliere non riguardano solo la guida dell’alleanza, anzi, ancor prima della scelta del candidato c’è ancora da definire il programma, che si porta dietro una serie di questioni scottanti sulle quali sarà necessario trovare un compromesso. Dal sostegno a Kiev fino alla più ‘superficiale’ delle scelte: il nome con il quale definire il campo largo, sul quale Avs taglia corto. “Non l’abbiamo ancora definito, ammesso che sia necessario sceglierne uno piuttosto che un altro. Quando lo troviamo lo annunceremo ai quattro venti” dice il co-leader Nicola Fratoianni. “Fateci lavorare e (il programma ndr.) arriverà presto”, assicura Schlein che punta a portare al tavolo anche la componente centrista dell’alleanza progressista.

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