Scontri a Milano: il governo identifica legami con la Russia e la “guerra ibrida”

21.10.2026 18:35
Scontri a Milano: il governo identifica legami con la Russia e la "guerra ibrida"

Collegamenti tra gli scontri a Milano e la Russia: il governo Meloni esamina le prove

Il governo italiano ha ricevuto un dossier che evidenzia i legami tra gli scontri violenti di questi giorni a Milano e la Russia, attirando l’attenzione della premier Giorgia Meloni. I documenti presentati durante il summit sull’ordine pubblico hanno portato a considerare che le recenti mobilitazioni a Milano siano state influenzate da elementi provenienti dal territorio di Vladimir Putin, riporta Attuale.

Fonti vicine al dossier confermano che l’intelligence italiana ha rintracciato diversi indizi che collegano le violenze recenti a messaggi diffusi sui social media, incluso Telegram, originariamente indirizzati dal territorio russo. Nonostante i tentativi di occultare la provenienza dei messaggi, il governo ha giudicato queste informazioni come credibili, con la premier Meloni che ha discusso di questi temi nel contesto del settimo decreto sicurezza del suo mandato, mirato anche alla protezione dei minorenni.

Vi sono dibattiti in corso riguardo all’effettivo impatto di tali comunicazioni virtuali sulle azioni violente che si sono verificate a Milano nei weekend scorsi. Tuttavia, significative conferme sulla presenza di tracce russe sono emerse, spingendo anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a riconsiderare il suo scetticismo iniziale e a riconoscere che “qualcosa non torna, stiamo indagando”.

Tracce digitali che riconducono alla Russia

La prova principale che supporterebbe l’ipotesi di coinvolgimento russo riguarda i messaggi sui social media collegati alla mobilitazione di Milano. L’analisi ha rivelato che alcuni di questi messaggi provengono direttamente dalla Russia. Sebbene le identità alla base di tali comunicazioni siano ben protette, l’intelligence italiana ha effettuato un’analisi della provenienza geografica dei messaggi, rivelando che le istigazioni alla violenza sono arrivate frequentemente dalla Russia.

Le dichiarazioni dei manifestanti

La pagina Italia in piazza, che ha giocato un ruolo centrale nella mobilitazione, ha negato qualsiasi contatto con agenti esterni, ostentando una condanna per le azioni violente. Gli attivisti hanno richiesto i necessari permessi alle autorità per organizzare le manifestazioni, alcune delle quali hanno preso una piega ostile.

Richiesta di chiarimenti in Parlamento

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha sollecitato il ministro della Difesa Guido Crosetto a riferire in Parlamento riguardo ai rischi legati alle mobilitazioni. “Se il ministro ha informazioni sarebbe opportuno offrire chiarimenti in Parlamento. Ci sono segnali preoccupanti che girano online,” ha affermato Schlein.

Il ministro della Difesa ha ribadito oggi che gli eventi di Milano costituiscono un fenomeno molto diverso rispetto al passato, definendoli come parte di una guerra ibrida che sta colpendo l’Occidente attraverso canali non convenzionali, come social media e piattaforme video.

Domani, il Copasir si riunirà d’urgenza per ascoltare il direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, riguardo a queste recenti preoccupazioni.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere