Il filosofo del diritto critica il populismo penale e il nuovo reato di manifestazione violenta
Il filosofo del diritto Emilio Santoro, fondatore di Altro Diritto e professore all’Università di Firenze, ha messo in guardia sull’abuso del diritto penale da parte del governo, sottolineando che il populismo penale tende a creare costantemente nuovi reati. “Mia zia di 98 anni quando andiamo a pranzo da lei dice che le dispiace di rubarci la domenica… Le dico sempre di stare attenta a dare strane idee al governo, ché poi introduce il reato ad hoc”, riporta Attuale.
Il diritto penale diventa uno strumento simbolico. Santoro ha evidenziato come il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione sta emergendo come l’ennesima illustrazione della superficialità con cui si affrontano questioni di giustizia e ordine sociale. “Ci sono due problemi. Primo, ormai il diritto penale ha solo una funzione simbolica; serve a definire la moralità di una presunta comunità nazionale”, ha chiarito.
In aggiunta, Santoro ha fatto notare che “più sono le norme che prevedono fattispecie di reato, più è difficile condannare una persona”. Secondo lui, la proliferazione normativa crea lacune all’interno del sistema giuridico, enfatizzando la complicatezza degli ordinamenti giuridici. “Vediamo come scrivono il nuovo reato di manifestazione violenta, ma probabilmente finirà per avere una pena meno alta di quella prevista per l’associazione finalizzata alla devastazione, oggi in astratto utilizzabile”.
Il professor Santoro ha suggerito un modo per prendere coscienza della situazione: “Chiedete a ChatGPT quanti nuovi reati e aumenti di pena sono stati introdotti anno per anno dal nuovo governo. Vengono fuori numeri impressionanti; dalla richiesta emerge anche quali sono i reati aggiunti o quelli aggravati, così si capisce bene come la costruzione simbolica dell’ordine morale attraverso il diritto penale sostituisce il governo e la soluzione dei problemi che la cronaca manifesta”.
Il dibattito sul risarcimento dei danni è anche al centro della discussione. La presidente del Consiglio ha ribadito l’importanza di tale principio, ma Santoro ha sottolineato che “anche il risarcimento esiste già: ci si può costituire parte civile nel processo penale”. Ha inoltre chiarito che le dichiarazioni non apportano modifiche reali, poiché il risarcimento per i danni causati da minori deve comunque passare attraverso il giudice civile.
Il provvedimento come strumento di polizia. Santoro ha concluso affermando che il provvedimento rappresenta sostanzialmente un’azione di polizia. “Il nuovo reato forse facilita l’arresto e stigmatizza moralmente il comportamento. Queste leggi penali vengono utilizzate per definire i confini morali che non sono affidati ai giudici, ma alla polizia. Per i minori, sembra che l’opera educativa sia trasferita al piano simbolico del reato e della sanzione, invece di focalizzarsi sull’educazione concreta, rischiando così di compromettere il sistema penale minorile”.