Premio Caruana Galizia 2026: premiata inchiesta sull’accordo Italia-Albania per la gestione dei migranti

22.10.2026 16:15
Premio Caruana Galizia 2026: premiata inchiesta sull'accordo Italia-Albania per la gestione dei migranti

Premio Daphne Caruana Galizia 2026 assegnato a indagine su accordo migratorio Italia-Albania

Il premio giornalistico Daphne Caruana Galizia 2026 è stato conferito ieri, mercoledì 21 ottobre, a un’indagine sull’accordo in materia di migrazione tra l’Italia e l’Albania. L’articolo, scritto dai giornalisti Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen e pubblicato sulla piattaforma olandese De Correspondent, esplora un accordo che consente all’Italia di istituire un centro di detenzione e un centro di smistamento per richiedenti asilo in territorio albanese, riporta Attuale.

Il premio è stato consegnato durante una cerimonia al Parlamento europeo, presieduta da un membro di una giuria indipendente composta da giornalisti di tutti i paesi dell’Unione europea. Hanno partecipato alla cerimonia anche Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, e Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio.

“A nove anni dal brutale assassinio di Daphne Caruana Galizia, avvenuto perché denunciava casi di corruzione, la nostra determinazione a ottenere giustizia resta forte come non mai. Chi ha voluto ridurla al silenzio ha fallito,” ha commentato Metsola. “Le sue inchieste hanno avuto una risonanza più ampia che mai e il suo coraggio continua a essere fonte di ispirazione. Il Premio Daphne Caruana Galizia rende omaggio a tale coraggio e all’impegno per la verità. Il Parlamento europeo continuerà a sostenere i giornalisti, a difendere la libertà di stampa e a battersi per la giustizia. Andremo avanti.”

Tra il 4 maggio e il 31 luglio 2026, centinaia di giornalisti provenienti dai 27 paesi dell’UE hanno presentato le loro storie. Dopo aver esaminato 344 candidature, la giuria ha selezionato dieci finaliste prima di proclamare il vincitore.

I giornalisti Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen hanno impiegato 18 mesi per indagare sull’accordo migratorio Italia-Albania per la piattaforma De Correspondent. Secondo le loro scoperte, l’accordo mira a intercettare i migranti diretti in Italia e trasferirli in Albania, un paese extracomunitario, dove vengono elaborati attraverso una procedura accelerata di asilo e poi rimpatriati nei loro paesi d’origine.

L’articolo analizza le origini dell’accordo e discute come vari paesi dell’UE lo vedano come un “modello innovativo” per la futura politica di migrazione europea. Per completare il loro reportage, i giornalisti hanno presentato oltre trenta richieste di accesso alle informazioni in sei paesi europei, coinvolgendo anche la Commissione europea, il Consiglio UE e Frontex. Hanno seguito piste finanziarie, intervistato il personale dei centri, i migranti detenuti, avvocati e rappresentanti governativi in Albania.

Gli autori segnalano le difficoltà incontrate durante l’inchiesta, tra cui il divieto di accesso ai centri gestiti dall’Italia in Albania, e la riservatezza riguardante il numero dei detenuti. È emerso anche che i finanziamenti sono stati canalizzati tramite procedure d’emergenza, aggirando le normali modalità di appalto pubblico, con richieste di firmare accordi di riservatezza per il personale.

In collaborazione con Bebe Blanco Agterberg per il coordinamento fotografico e Sharon Coone per la progettazione dell’informazione, il fotografo Francesco Bellina ha contribuito a esaminare le problematiche legate ai diritti umani e le implicazioni del rispettivo accordo sui principi fondamentali dello Stato di diritto in Europa.

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