Il Regno Unito e la controversia sullo schiavismo: la segretaria del Commonwealth chiede scuse
LONDRA – Il tema della relazione tra il Regno Unito e lo schiavismo torna al centro del dibattito in vista della partenza di re Carlo per i Caraibi, un viaggio che lo porterà nei paesi che chiedono riparazioni per i danni inflitti dall’impero britannico. «Chiedere scusa non farebbe male», ha dichiarato la segretaria generale del Commonwealth, Shirley Ayorkor Botchwey, suscitando un acceso confronto, riporta Attuale.
La visita di re Carlo, prevista per il periodo che culminerà con la riunione dei capi di governo del Commonwealth dall’1 al 4 novembre, si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le questioni legate al passato coloniale britannico. Botchwey ha evidenziato l’importanza di affrontare la questione delle riparazioni, affermando: «Non credo che possiamo scappare di fronte a questo argomento». Tuttavia, il governo britannico ha raccomandato al sovrano di evitare scuse dirette, siccome un’ammissione di colpa potrebbe avere rilevanze legali significative.
Negli anni, diversi primi ministri, tra cui Tony Blair e Keir Starmer, hanno assunto una posizione simile a quella di Carlo, esprimendo «dolore, rammarico, dispiacere» senza mai ufficialmente scusarsi. Le recenti affermazioni di Botchwey complicano ulteriormente la situazione, poiché ella ha proposto che il momento di affrontare il tema delle riparazioni sia finalmente giunto. Ha presentato diverse opzioni che potrebbero non prevedere un pagamento diretto, come il trattamento del debito, supporto per il cambiamento climatico e restituzione di opere d’arte.
Il ruolo del Regno Unito e della monarchia nella tratta degli schiavi è attualmente oggetto di numerosi studi, evidenziando il numero di schiavi sotto la corona e le atrocità subite, tra cui la marchiatura a fuoco di simboli reali sulla loro pelle. Con un crescente dibattito pubblico, la questione continua a scuotere le fondamenta della società britannica e dei suoi legami con le ex colonie.