Israele, il Likud rimane primo partito, ma l’opposizione guidata da Eisenkot in testa

27.10.2026 23:55
Israele, il Likud rimane primo partito, ma l'opposizione guidata da Eisenkot in testa

Israele: Elezioni con Affluenza Record e Punti di Scontro Politico

DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Il 77,7% di affluenza alle recenti elezioni israeliane segna un record, testimoniando un Paese in cerca di cambiamento. Tuttavia, i risultati preliminari evidenziano una nazione divisa, dove il blocco guidato da Gadi Eisenkot, che ha ottenuto positivi riscontri nei sondaggi, ha bisogno del supporto dei partiti arabi per governare, riporta Attuale.

Alle ventidue i seggi hanno chiuso e le prime proiezioni mostrano nuovamente un Israele frammentato. Mentre il Likud di Benjamin Netanyahu rimane il primo partito con 24-25 seggi, Yashar, il nuovo partito centrista, si ferma a 21-23. Questa configurazione indica che, nonostante la perdita di consensi, Netanyahu rivendica l’incarico per formare un governo, sebbene il suo blocco sia ben lontano dalla maggioranza.

La coalizione tra Naftali Bennett e Yair Lapid ottiene 12-14 seggi mentre il partito arabo raddoppia la sua rappresentanza, arrivando a 10-11 seggi. Funzionari come il presidente della Lista unita, Yousef Jabareen, dichiarano di aver raggiunto un «obiettivo» fondamentale, mentre Eisenkot sottolinea una crescente sfiducia nei confronti di Netanyahu.

Purtroppo per Netanyahu, il suo blocco si ferma a 50 seggi, mentre Eisenkot risulta a 52-53. Nessuno dei due raggiunge i 61 seggi necessari per formare un governo. Gli arabi israeliani, con 17-18 seggi, rivelano di avere un ruolo cruciale per qualsiasi alleanza futura. Il futuro politico di Israele rimane incerto e potrebbe richiedere ulteriori elezioni se nessun candidato sarà in grado di creare una maggioranza stabile.

La tensione è palpabile, poiché la giornata delle elezioni è iniziata simbolicamente con un minuto di silenzio per commemorare il passato conflittuale, mentre il confronto politico si intensifica e le parole del premier in carica risuonano di allerta fra le sue basi elettorali. Le elezioni mettono in evidenza divisioni profonde e un clima di incertezza che potrebbe rimodellare il futuro del Paese.

In questa situazione complessa, spetterà al presidente Isaac Herzog nominare chi avrà la possibilità di formare una nuova amministrazione. Eisenkot dovrà decidere se allearsi con le liste arabe, un passo controverso che potrebbe garantire un governo ma scontrarsi con le aspettative elettorali dei suoi sostenitori. Se non riuscirà a formare una coalizione, la minaccia di tornare alle urne rimane concreta, un retaggio della crisi politica che ha segnato Israele negli ultimi anni.

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