Il voto in Israele segna un’affluenza record del 77,7% con lunghe file ai seggi

28.10.2026 00:35
Il voto in Israele segna un'affluenza record del 77,7% con lunghe file ai seggi

Israele alle urne: affluenza record del 77,7%

Il 28 ottobre 2026, il 77,7% degli aventi diritto si è recato alle urne in Israele, con code lunghissime fuori dai seggi fino all’ultimo momento. La legge israeliana consente a chi è in fila fino alle 21.59 di votare. Questo alto tasso di affluenza ha messo in evidenza le divisioni nella società, riflettendo le molte “tribù di Israele”, secondo lo scrittore Etgar Keret, riporta Attuale.

Tra i più attivi nel mobilitare gli elettori, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha incoraggiato i propri sostenitori di destra a partecipare al voto, assistito da Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale. Alle 12, la partecipazione era la più alta registrata dal 1973, con un tasso del 53% a quel punto della giornata, superiore di oltre 7 punti rispetto alle precedenti elezioni.

All’interno dei seggi, si sono viste diverse fasce della società israeliana: famiglie laiche, uomini con kippah e giovani in costume da bagno. Tuttavia, le condizioni meteorologiche hanno influito sul voto, con forti piogge che hanno chiuso strade intorno a Eilat, una roccaforte del governo di destra, ma la partecipazione delle forze armate nei seggi sul campo è rimasta alta. Secondo i sondaggi, i soldati coinvolti attivamente nell’offensiva a Gaza potrebbero favorire una coalizione di estrema destra, preferendo candidati come Ben-Gvir.

È aumentata particolarmente l’affluenza nei villaggi arabi, che rappresentano il 20% della popolazione israeliana, con alcune donne beduine che hanno votato per la prima volta. I dati sulla partecipazione sono stati amplificati dai tentativi di propaganda, mentre ai seggi ci si è aspettato un significativo impatto sul risultato finale, anche in comunità come Timorim, dove l’affluenza ha superato il 95%.

La situazione attuale riflette una società profondamente divisa, ma anche l’energia di una democrazia in atto, con i risultati destinati a influenzare non solo gli equilibri di potere all’interno del paese, ma anche le relazioni regionali e internazionali.

1 Comment

  1. Cosa sta succedendo in Israele? Un’affluenza così alta è quasi un miracolo… ma come si fa a non vedere che ci sono divisioni profonde? Gli italiani sanno bene come può cambiare il vento, e speriamo che non si arrivi a situazioni tragiche. Una democrazia in crisi, ma anche una grande prova di partecipazione. Ora si aspetta il risultato!!!

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