Due giovani muoiono in un magazzino a Trieste sulla rotta balcanica

03.11.2026 06:05
Due giovani muoiono in un magazzino a Trieste sulla rotta balcanica

Tragedia nel Porto Vecchio di Trieste: due giovani morti in un incendio

Un incendio devastante ha causato la morte di due giovani nel Porto Vecchio di Trieste, nella notte tra domenica e lunedì. Le vittime, un marocchino e un’italiana tra i 20 e i 30 anni, si trovavano in un magazzino abbandonato utilizzato come dormitorio. I vigili del fuoco hanno scoperto i corpi al primo piano dopo ore di ricerche, mentre un soppalco è crollato durante l’evento. Questa tragedia evidenzia la situazione critica dei migranti lungo la rotta balcanica, riporta Attuale.

Al mattino, le forze dell’ordine hanno evacuato una ventina di migranti che si trovavano ancora all’interno della struttura. La crisi migratoria in questa zona è acuta; molti di coloro che arrivano da Slovenia e Croazia si trovano a dover affrontare condizioni disumane, senza accesso a servizi essenziali. È riportato che altre due morti si sono già verificate nell’area, legate a circostanze diverse. Secondo il Consorzio Italiano di Solidarietà (Ics), circa cento persone sono costrette a dormire all’aperto, mentre numerosi posti negli appartamenti rimangono vuoti.

Il presidente dell’Ics, Gianfranco Schiavone, ha evidenziato la storia di un cittadino nepalese, emblematico della situazione. Dopo essere arrivato il 5 giugno e aver manifestato la volontà di chiedere asilo, il richiedente è stato convocato a più riprese senza mai ricevere una risposta soddisfacente. Il 27 luglio, senza un tetto, ha inviato un sollecito alla Prefettura via Ics, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Infine, la sua domanda è stata respinta tramite una procedura accelerata che il Tribunale ha giudicato illegittima. “La Prefettura era perfettamente a conoscenza che questa persona è un richiedente protezione internazionale”, ha denunciato Schiavone, sottolineando le mancanze del sistema d’accoglienza.

Inoltre, l’Ics ha riferito che i trasferimenti di migranti verso altre regioni sono stati sospesi da fine giugno, aggravando l’emergenza piuttosto che alleviarla. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha chiesto misure più drastiche, affermando di voler “portarli via tutti” e ha ricevuto rassicurazioni sui trasferimenti previsti entro novembre. Padre Giovanni La Manna, direttore della Caritas, ha sollecitato l’apertura dei posti disponibili, ponendo l’interrogativo cruciale: come possono coesistere letti vuoti e persone costrette a dormire in un magazzino? Questo evento ha anche stimolato una manifestazione di protesta in piazza la sera precedente.

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