Flanagan e Tafoya: la sfida per il seggio senatoriale del Minnesota
MINNEAPOLIS – Se Peggy Flanagan, attuale vice governatrice del Minnesota, venisse eletta, diventerebbe la prima donna nativa americana a occupare un seggio nel Senato degli Stati Uniti, riporta Attuale.
Il confronto principale nel Minnesota è tra Flanagan e Michele Tafoya, una solida repubblicana di orientamento moderato e ex reporter della NFL. Sebbene il Minnesota sia tradizionalmente visto come uno Stato a maggioranza democratica, storicamente ha anche eletto esponenti del GOP. Recenti sondaggi, tra cui uno condotto dal New York Times e Siena University, mostrano Flanagan in vantaggio con un margine del 14%: 54% per Flanagan contro il 40% per Tafoya. Tuttavia, l’incertezza persiste, considerando il risultato delle elezioni presidenziali del 2024, dove Kamala Harris vinse con soli quattro punti percentuali.
Il seggio in palio appartiene attualmente alla democratica Tina Smith, che ha deciso di non ricandidarsi. Il suo mandato scadrà a gennaio. La altre senatrice del Minnesota, Amy Klobuchar, è in carica dal 2007.
Flanagan, 46 anni e membro del gruppo indigeno Ojibwe, ha impostato la sua campagna sul contrasto all’establishment, ricevendo il sostegno di figure progressiste come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren. La candidata ha enfatizzato la questione dell’assistenza sanitaria per tutti e il diritto al salario minimo, descrivendo la sua avversaria Tafoya come una politica allineata a Donald Trump, priva di una vera agenda. In un post su Instagram, Flanagan ha inoltre richiamato l’attenzione sui raid anti-immigrazione a Minneapolis, promettendo che il 3 novembre gli elettori non si piegheranno a Trump.
Tafoya, dal canto suo, ha sfruttato la sua esperienza come reporter sportiva per connettersi con l’elettorato. «Ho seguito le partite più importanti d’America. Niente scuse. Solo la verità. Il Minnesota ha bisogno di parlare chiaro a Washington», ha dichiarato. Nonostante la sua visibilità, Tafoya non ha ricevuto il supporto entusiasta del tycoon, che ha persino deciso di non sostenerla economicamente. La campagna repubblicana ha anche visto una strategia di contenimento rispetto ad altri Stati, con un ridotto afflusso di fondi.
La sfida odierna in Minnesota si presenta senza sorprese sulla carta, ma in un’America già testimone di due vittorie di Trump, la parola finale spetterà ai voti ufficiali degli elettori.