Accuse di violenze e torture nel nuovo carcere di massima sicurezza in Ecuador

16.06.2026 14:35
Accuse di violenze e torture nel nuovo carcere di massima sicurezza in Ecuador

Condizioni critiche nel carcere di massima sicurezza El Encuentro in Ecuador

Il carcere di massima sicurezza El Encuentro, inaugurato sei mesi fa in Ecuador, rappresenta un emblematico simbolo della politica severa del presidente Daniel Noboa contro le organizzazioni criminali. Modello dei centri simili creati in El Salvador dal presidente Nayib Bukele, El Encuentro è al centro di accuse di violazioni dei diritti umani, torture e condizioni di detenzione disumane, riporta Attuale.

Negli ultimi anni, la costruzione di carceri di massima sicurezza è stata una delle principali proposte dai politici di destra in America Latina come soluzione a un incremento della violenza dei gruppi criminali. In queste strutture, tuttavia, i diritti fondamentali dei detenuti sono frequentemente ignorati e le detenzioni si rivelano arbitrarie.

Il carcere El Encuentro, che può accogliere fino a 800 detenuti, è stato costruito su una superficie di 160.000 metri quadrati nella provincia di Santa Elena, circa 500 chilometri a sud di Quito, e include cinque padiglioni ottagonali, sei torri di sorveglianza e muri alti nove metri. I detenuti, che vengono privati di contatti esterni al loro arrivo, sono obbligati a indossare tute arancioni e subiscono quotidianamente condizioni di vita estreme. Dal suo avvio, si sono registrati casi di malnutrizione e malattie gravissime tra i prigionieri, tra cui tubercolosi e pancreatite, che hanno portato a decessi e a situazioni igieniche critiche.

A maggio, la pubblicazione di immagini di un trasferimento di 35 detenuti malati di tubercolosi ha sollevato preoccupazioni sull’eventualità di un’epidemia all’interno del carcere, sebbene il governo abbia negato l’esistenza di un focolaio. Altre denunce segnalano maltrattamenti e torture perpetrati dai militari che gestiscono la struttura, evidenziando la brutalità e le condizioni disumane in cui vivono i detenuti.

Tra i prigionieri vi sono anche ex funzionari pubblici, come l’ex vicepresidente Jorge Glas, condannato per corruzione. Nonostante il clima di repressione, Noboa ha già approvato la costruzione di un nuovo carcere, destinato a contenere oltre 15.000 detenuti, aggravando ulteriormente la già critica situazione del sistema carcerario ecuadoregno.

Secondo un’inchiesta di media investigativi, nel 2025 oltre 1.200 detenuti sono morti in carcere per cause mediche, mentre l’assenza di riforme significative ha reso le misure punitive inefficaci. Mentre in El Salvador scelte drastiche hanno portato a una significativa riduzione della violenza, in Ecuador la situazione rimane critica, con un tasso di omicidi che nel 2025 ha raggiunto il massimo storico di oltre 9.000 casi. La lotta al narcotraffico si rivela complessa, malgrado gli sforzi del governo di rafforzare le operazioni militari e internazionali nel tentativo di contenere la spirale di violenza.

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