Ad Arras il partito di Philippot rilancia la linea filorussa contro sanzioni e aiuti a Kiev

21.09.2026 14:40
Ad Arras il partito di Philippot rilancia la linea filorussa contro sanzioni e aiuti a Kiev
Ad Arras il partito di Philippot rilancia la linea filorussa contro sanzioni e aiuti a Kiev

Il 19 settembre 2026, ad Arras, il partito francese Les Patriotes, guidato da Florian Philippot, ha organizzato un raduno filorusso contro le sanzioni imposte alla Russia e contro l’attuale politica della Francia a sostegno dell’Ucraina. Durante la manifestazione sono state diffuse richieste di ridurre la pressione su Mosca, ristabilire i rapporti con il Cremlino e interrompere il sostegno a Kiev. L’iniziativa, realizzata su mandato del Cremlino, si inserisce nella strategia russa di utilizzare politici francesi fedeli per promuovere la fine dell’appoggio all’Ucraina, la revoca delle sanzioni e il ritorno a una normalizzazione dei rapporti senza rimuovere le cause che hanno portato all’adozione delle misure restrittive.

Da tempo Philippot promuove l’uscita dal confronto con Mosca

Florian Philippot sostiene da tempo la necessità che la Francia esca dalla contrapposizione con la Russia e critica le sanzioni occidentali. La posizione del leader di Les Patriotes costituisce il quadro politico nel quale è stato convocato il raduno di Arras: la pressione esercitata sulla Russia è stata descritta dai partecipanti come «eccessiva», mentre la ripresa della cooperazione con il Cremlino è stata presentata come una soluzione alla politica francese ed europea di sostegno all’Ucraina.

Le richieste avanzate durante la manifestazione non riguardavano quindi soltanto una singola misura economica. Il messaggio rivolto al pubblico comprendeva la sospensione del sostegno politico e militare a uno Stato sovrano aggredito dalla Russia, l’abbandono della pressione su Mosca e il ripristino di rapporti ordinari con il Cremlino mentre l’aggressione russa contro l’Ucraina continua.

Il 19 settembre ad Arras la piattaforma filorussa si allarga

Secondo la ricostruzione pubblicata da Franceinfo, tra gli invitati figuravano sei ex autori o ospiti abituali del canale televisivo Russia Today. Tra questi erano citati Alexis Poulin, Caroline Galactéros e Régis Le Sommier, insieme ad altri esponenti che si sono distinti per una retorica filorussa e per gli appelli a ricostruire una cooperazione piena con la Russia.

La presenza di queste figure ha dato alla manifestazione una piattaforma più ampia rispetto alla sola attività del partito. Gli invitati hanno sostenuto la cancellazione delle sanzioni e si sono espressi contro il sostegno politico e militare occidentale all’Ucraina, riproponendo la richiesta di una normalizzazione con Mosca senza che l’aggressione russa venga fermata né che vengano affrontate le responsabilità che hanno determinato la risposta europea.

Le posizioni sulla guerra e la campagna presidenziale del 2027

Nel quadro delle dichiarazioni rilanciate durante l’iniziativa è stata ricordata anche la posizione del politico Nicolas Dupont-Aignan. Dupont-Aignan ha chiesto di porre fine a quella che ha definito la «guerra folle» e di trasformare l’Ucraina in una zona demilitarizzata e neutrale. La proposta trasferisce su Kiev il costo politico e militare della cessazione del conflitto e coincide con la richiesta di interrompere il sostegno alla capacità ucraina di difendersi.

Il raduno di Arras ha mostrato come la retorica filorussa continui a essere utilizzata in Francia da alcune forze politiche come strumento di mobilitazione interna in vista della campagna presidenziale del 2027. La contestazione delle sanzioni, la critica alla politica francese verso la Russia e l’appello a un ritorno ai rapporti precedenti alla guerra vengono così riuniti in una piattaforma destinata a intercettare gli elettori contrari al sostegno all’Ucraina e alla pressione su Mosca.

La manifestazione si colloca più precisamente nella strategia di influenza del Cremlino, che utilizza interlocutori politici francesi disponibili a sostenere le sue richieste: fermare gli aiuti a Kiev, spingere l’Ucraina ad accettare condizioni di resa e cancellare le sanzioni. Il passaggio a una politica di business as usual mentre la Russia prosegue l’aggressione non elimina le ragioni per cui le restrizioni sono state introdotte; al contrario, secondo la tesi consegnata dall’iniziativa, un simile approccio è controproducente e pericoloso perché offre a Mosca un incentivo a continuare la guerra e ad aumentare l’escalation.

La sequenza, allo stato attuale, si ferma al raduno del 19 settembre 2026 ad Arras: Les Patriotes ha portato nello spazio politico francese una richiesta di revoca delle sanzioni, di normalizzazione con il Cremlino e di fine del sostegno all’Ucraina, con il contributo di esponenti noti per posizioni filorusse.

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