Andy Burnham trionfa nelle elezioni suppletive a Makerfield, avvicinandosi alla leadership Laburista
Il politico Laburista Andy Burnham ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni suppletive di giovedì a Makerfield, un collegio elettorale vicino a Manchester. Tale risultato ha catturato l’attenzione degli analisti politici, poiché queste elezioni potrebbero rivelarsi decisive per la direzione futura della politica britannica, riporta Attuale.
Burnham, attuale sindaco dell’area metropolitana di Manchester dal 2017, è da tempo considerato un possibile successore del primo ministro britannico Keir Starmer, il quale sta affrontando una crisi di popolarità. Finora, Burnham non aveva potuto sfidare Starmer per la leadership del partito Laburista, poiché non era parlamentare, come richiesto dalle regole interne per la candidatura.
Alle elezioni di Makerfield, Burnham ha conquistato il 54% dei voti, mentre il partito Reform UK, di destra populista, ha ottenuto solo il 35%, seguito dal partito Restore Britain, ancor più a destra, che ha racimolato il 7% dei voti.
La crisi laburista si protrae da tempo e l’ipotesi di un cambio di leadership si fa sempre più concreta. Starmer è attualmente il primo ministro più impopolare nella storia britannica, mentre Burnham gioca a suo favore la sua crescente popolarità. Nel suo discorso post-elettorale, Burnham ha sottolineato che questa vittoria rappresenta “una svolta” e “l’ultima possibilità di cambiamento per il partito Laburista”.
L’impopolarità di Starmer ha gravemente colpito il partito Laburista. Negli ultimi mesi, diverse elezioni locali hanno evidenziato una continua perdita di consensi, ma Starmer si è sempre rifiutato di dimettersi. Fino ad ora, il partito ha evitato una mozione di sfiducia interna, soprattutto perché non era emersa una figura ritenuta idonea a guidare il partito al suo posto. Tuttavia, con la vittoria di Burnham, la situazione potrebbe cambiare.
Starmer aveva espresso l’intenzione di offrire a Burnham un ruolo nel suo governo qualora avesse vinto a Makerfield, e ha affermato che si ricandiderebbe in caso si svolgessero elezioni interne per la leadership. Un’alternativa potrebbe essere quella di persuadere Starmer a dimettersi in modo volontario, permettendogli di gestire la sua successione con più serenità.
Burnham, 56 anni, è un esperto politico dei Laburisti, sebbene non molto conosciuto all’estero. Durante la pandemia, si è contrapposto al governo conservatore di Boris Johnson riguardo ai fondi per la sua regione, guadagnando visibilità. Ha fatto della necessità di una maggiore rappresentanza delle aree del nord del Paese uno dei suoi principali cavalli di battaglia, affermando che gli elettori “hanno votato per il cambiamento, hanno votato per dare più potere al Nord e a tutte le aree dimenticate da Westminster.” Ha guadagnato il soprannome di King of the North, richiamando una figura iconica della cultura pop.
Politicamente, Burnham si colloca nella corrente soft left, che si trova a metà strada tra i Laburisti più a sinistra e quelli centristi. È membro del partito Laburista sin dall’età di 14 anni, scalando le gerarchie fino a diventare ministro della Sanità nel governo Laburista tra il 2009 e il 2010. Dopo una serie di tentativi di candidatura nel 2010 e nel 2015, nel 2017 è stato eletto sindaco di Manchester, venendo poi rieletto nel 2021. Ultimamente, ha ripreso le ambizioni in politica nazionale, approfittando della crisi del governo Starmer.
A febbraio, Burnham aveva identificato un seggio per ricandidarsi in Parlamento, ma il comitato direttivo del partito aveva opposto resistenza, sotto pressione dello stesso Starmer, che intuiva le sue ambizioni. A metà maggio, il deputato Josh Simons, suo alleato di lunga data, si era dimesso per consentire a Burnham di candidarsi.