ArcelorMittal chiude l’acciaieria di Kryvyi Rih dopo attacchi russi
ArcelorMittal ha annunciato la chiusura permanente del suo stabilimento di Kryvyi Rih, un colosso dell’industria siderurgica ucraina, a seguito di quattro attacchi missilistici russi in cinque settimane, l’ultimo dei quali ha causato la morte di cinque dipendenti e ferite a 17. La chiusura rappresenta una significativa perdita per l’Ucraina, non solo per la produzione di acciaio, ma anche per il mantenimento di posti di lavoro vitali nel contesto della guerra, riporta Attuale.
Mauro Longobardo, amministratore delegato del gruppo in Ucraina, ha affermato: «È con profondo rammarico che abbiamo concluso di non essere più in grado di gestire in sicurezza ArcelorMittal Kryvyi Rih». Con la chiusura si prevede un impatto su 12.500 dipendenti, oltre a 3.500 appaltatori, portando a una svalutazione contabile di circa un miliardo di dollari.
La decisione finale è stata influenzata da richieste di protezione a Kiev, effettuate almeno sei volte dall’inizio delle ostilità. Fonti confermano che la questione è stata discussa anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, evidenziando l’importanza strategica di mantenere attivo l’impianto per sostenere l’economia nazionale.
Già nel 2021, Kryvyi Rih produceva 4,9 milioni di tonnellate di acciaio, ma nel 2025 questa cifra è scesa a 1,7 milioni. La chiusura dell’acciaieria aggiunge ulteriori problemi a un settore già messo a dura prova da blackout e dalla chiusura dei porti del Mar Nero, rendendo l’esportazione dell’acciaio e l’importazione delle materie prime complicate e costose.
L’impatto della guerra si estende a altri gruppi siderurgici, come Metinvest e Interpipe, con perdite stimate di quasi 100 milioni di dollari solamente negli attacchi recenti. Il presidente dell’associazione siderurgica ucraina, Oleksandr Kalenkov, ha dichiarato che l’industria vive il suo anno peggiore dal 2022, quando le forze russe occuparono Azovstal e Illich, causando una drastica riduzione della produzione.
Nonostante gli impianti non siano direttamente fabbriche d’armi, l’acciaio prodotto è cruciale per riparare infrastrutture chiave come ferrovie e ponti, rendendo la distruzione delle capacità produttive un ulteriore passo verso l’aumento della dipendenza dall’aiuto internazionale. Secondo il Kyiv Independent, si discuterà di un fondo internazionale per la riparazione delle strutture, simile al sostegno ricevuto per il settore energetico. Tuttavia, è evidente che senza misure di protezione adeguate, gli investimenti rischiano di essere vanificati.