Arrestato in Armenia l’ex presidente Robert Kocharyan per corruzione e acquisto di beni statali a prezzi inferiori

25.08.2026 13:55
Arrestato in Armenia l'ex presidente Robert Kocharyan per corruzione e acquisto di beni statali a prezzi inferiori

Arresto di Robert Kocharyan e di altri per corruzione in Armenia

In Armenia un’indagine per corruzione ha portato all’arresto di sei persone, inclusi l’ex presidente del paese Robert Kocharyan e suo figlio Sedrak Kocharyan. La Commissione anticorruzione che ha condotto le indagini ha rivelato che Robert Kocharyan, presidente dal 1998 al 2008, avrebbe abusato della sua posizione per sottrarre beni allo stato e acquisire proprietà a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato. Per occultare la reale titolarità e l’origine di tali immobili, questi sarebbero stati registrati a nome di società collegate a lui o gestite da persone a lui vicine, tra cui Sedrak Kocharyan, riporta Attuale.

La commissione ha inoltre accertato che Kocharyan avrebbe ricevuto tangenti per consentire l’acquisto di edifici e terreni di proprietà statale da parte di società private, tra cui Toyota. Sono in corso esami riguardanti trasferimenti di denaro in varie valute per un totale di circa 682 milioni di euro effettuati a nome di Sedrak Kocharyan tra il 2001 e il 2019, insieme all’acquisizione di oltre trenta proprietà immobiliari in Armenia e all’estero appartenenti a persone coinvolte nel procedimento e ai loro familiari.

Robert Kocharyan, 71 anni, è stato il secondo presidente dell’Armenia e ha ricoperto il ruolo per due mandati consecutivi. È noto per essere un alleato del presidente russo Vladimir Putin. Nel 2018, fu accusato e brevemente arrestato per la repressione violenta delle proteste dopo le elezioni presidenziali del 2008, vinti da Serzh Sargsyan, supportato da Kocharyan, a pochi giorni dalla fine del suo secondo mandato. I manifestanti contestavano la vittoria di Sargsyan, ritenendo fraudolento il risultato elettorale. Kocharyan dichiarò lo stato di emergenza per 20 giorni a Yerevan, la capitale, e la reazione della polizia portò alla morte di dieci persone. Il processo si concluse nel 2021 con la sua assoluzione.

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