Aumento globale dei costi per gli allevamenti di pesce a causa della sospensione della pesca dell’acciuga peruviana
Il governo peruviano ha deciso di sospendere la pesca dell’acciuga peruviana (Engraulis ringens) a causa del fenomeno climatico noto come El Niño, provocando un aumento globale dei costi per gli allevamenti di pesce. Questa scelta, sebbene legata a fattori ambientali, dimostra come problematiche locali possano avere ripercussioni su un mercato interconnesso, riporta Attuale.
Le acciughe sono essenziali per la produzione di alimenti negli allevamenti ittici, e il Perù rappresenta il principale produttore al mondo, riuscendo a catturare quasi il 40% della popolazione globale di acciughe, superando altri Paesi come la Cina e il Messico. Dati dell’Organizzazione degli ingredienti marini (IFFO) indicano che da queste acciughe si ricava tra il 15 e il 20% del cibo necessario per gli allevamenti in tutto il mondo.
La sospensione della pesca, avvenuta a maggio, ha colpito le aree costiere del Perù, dove si concentra la maggior parte della cattura. La decisione è stata presa dopo che, con l’avanzare di El Niño, il governo ha rilevato un elevato numero di esemplari giovani tra i pesci pescati, ritenendo sostenibile la pesca solo degli adulti, che ora si trovano a profondità inaccessibili alle reti.
Il riscaldamento delle acque dovuto a El Niño complica la risalita delle acque ricche di nutrienti, rendendo difficile la sopravvivenza delle acciughe adulte. Gli esemplari giovani, che rappresentano la futura riproduzione della specie, non possono essere sovrasfruttati senza rischiare un declino irreversibile della popolazione.
Con la riduzione della pesca, il costo della farina di pesce, elemento chiave nei mangimi per gli allevamenti, ha subito un’impennata. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel primo trimestre del 2026, il prezzo è aumentato da 1.452 dollari a 1.999 dollari per tonnellata, raggiungendo i 2.360 dollari nel secondo trimestre.
Questi aumenti si riflettono inevitabilmente sui prezzi dei prodotti finiti, mettendo in difficoltà i consumatori. L’esperto di merci ed energia di Bloomberg, Javier Blas, ha avvertito che il prezzo del salmone potrebbe aumentare fino al 25% nel 2027 a causa della scarsità di acciughe e dei costi elevati del mangime.
Il perdurare della carenza di acciughe avrà conseguenze significative a livello globale, in un contesto in cui il consumo di pesce è aumentato drammaticamente negli ultimi anni. Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, nel 2025 la produzione di pesce allevato ha raggiunto i 102 milioni di tonnellate, con un incremento di quasi sette volte rispetto al dato degli anni ’90.
Inoltre, il consumo di pesce è aumentato da una media di 13,4 chili pro capite nel 1990 a 21,3 chili nel 2024. Questo trend è guidato dall’espansione della produzione e del reddito nei Paesi del sudest asiatico, in particolare in Cina, che dipende fortemente dalle importazioni di farina di pesce dal Perù, rappresentando una delle nazioni più a rischio a seguito di questa recente decisione.