Aumento record delle esecuzioni in Iran: oltre quattro persone giustiziate al giorno nel 2025

14.04.2026 11:35
Aumento record delle esecuzioni in Iran: oltre quattro persone giustiziate al giorno nel 2025

Iran: numero record di esecuzioni nel 2025, allerta delle ONG

Il regime degli ayatollah in Iran ha eseguito almeno 1.639 condanne a morte nel 2025, corrispondente a oltre quattro cittadini impiccati al giorno. Questo numero segna il più alto tasso di esecuzioni dal 1989 e rappresenta un incremento del 68% rispetto al 2024, quando si erano registrate 975 esecuzioni, riporta Attuale.

Il rapporto annuale di due ONG, Iran Human Rights e Together Against the Death Penalty (Epcm), mette in luce la crescente spirale di violenza del regime, che utilizza la pena capitale come strumento di repressione. Le esecuzioni, principalmente per reati legati al traffico di droga e a omicidi, sono aumentate in concomitanza con un’inasprimento delle misure di sicurezza nazionale in risposta alle proteste iniziate nel 2022.

Le autorità iraniane, secondo le ONG, stanno intensificando l’uso della pena di morte, mirando non solo ai trafficanti di droga ma anche a coloro che vengono accusati di violazioni della sicurezza nazionale. Almeno 57 persone sono state giustiziate per questi motivi, inclusi manifestanti che si sono opposti al regime durante le recenti turbolenze sociali.

Il regime ha già giustiziato 14 persone dall’inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti, avvenuta il 28 febbraio. Questo periodo di conflitto ha visto non solo aumentare il numero di esecuzioni, ma anche un massiccio numero di arresti di manifestanti, con stime che parlano di decine di migliaia di detenuti. Un caso noto è quello di un cittadino svedese condannato per spionaggio dopo aver scattato fotografie durante le proteste.

Nei giorni successivi alle esecuzioni, diversi altri individui sono stati impiccati con l’accusa di ribellione, soprattutto per il loro coinvolgimento con i Mojahedin del Popolo Iraniano (MEK), un gruppo di opposizione bandito. Le esecuzioni continuano anche durante le festività persiane, come dimostrato dal caso di un diciottenne arrestato durante le manifestazioni di gennaio.

Esperti di Amnesty International avvertono che ci sono “almeno una ventina” di prigionieri politici la cui esecuzione potrebbe avvenire presto. Molti di questi detenuti sono legati alle manifestazioni di gennaio e al movimento “Donna, Vita, Libertà”, e si segnala che le confessioni di alcuni sono state ottenute sotto tortura.

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