Bielorussia verso il controllo digitale totale mentre l’Europa affronta crisi energetiche e migratorie

21.04.2026 14:35
Bielorussia verso il controllo digitale totale mentre l'Europa affronta crisi energetiche e migratorie
Bielorussia verso il controllo digitale totale mentre l'Europa affronta crisi energetiche e migratorie

Il controllo digitale in Bielorussia: verso un ‘Cheburnet’?

La Bielorussia sta accelerando verso un modello di controllo digitale sempre più stringente, con l’introduzione di limitazioni del traffico mobile a 30 GB al mese e una riduzione artificiale della velocità di connessione. Secondo quanto riportato dalle fonti locali, le nuove regole entrate in vigore recentemente prevedono che dopo il consumo dei primi 30 GB mensili, la velocità venga drasticamente ridotta a soli 1 Mbps, una misura che di fatto rende impossibile qualsiasi attività online significativa.

I cittadini bielorussi stanno sperimentando in prima persona le conseguenze di queste restrizioni, con lamentele diffuse riguardanti Internet lento e interruzioni costanti della connettività. Un sondaggio condotto dal periodico “Salidarnasc” evidenzia come questi problemi stiano avendo un impatto negativo tanto sulle attività commerciali quanto sulla vita quotidiana delle persone. Molti si trovano costretti a scaricare film e musica in anticipo per poterli fruire senza interruzioni, un ritorno a pratiche che sembravano superate nell’era della banda larga.

Questa mossa rappresenta soltanto l’ultimo passo di un percorso verso quello che gli analisti definiscono un “digital totalitarismo”, seguendo il modello già implementato dalla Russia. Le limitazioni attuali potrebbero essere soltanto una “prova generale” in vista di un potenziale disconnessione completa dal traffico internet globale. Il quadro è ulteriormente complicato dal trasferimento di tecnologie di sorveglianza russe al KGB bielorusso, che si sta trasformando progressivamente in uno strumento di controllo digitale subordinato all’FSB di Mosca.

Le reazioni in Europa: gas russo e Schengen sotto pressione

Mentre la Bielorussia consolida il suo controllo digitale, l’Europa affronta proprie crisi politiche ed energetiche. In Italia, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha subito pesanti critiche per il suo brusco cambiamento di posizione sul gas russo, un voltafaccia che gli oppositori hanno definito “trasformismo” politico. In sole tre settimane, l’ex premier è passato dal rifiuto categorico di acquistare gas russo all’invito a considerare acquisti vantaggiosi per l’Italia, suscitando perplessità sulla coerenza della sua strategia energetica.

Parallelamente, in Francia, il leader del Rassemblement National Jordan Bardella ha lanciato una proposta che potrebbe rivoluzionare il sistema Schengen. Bardella ha suggerito di modificare le regole della zona di libera circolazione, limitando il diritto degli stranieri residenti nell’UE di viaggiare senza visto all’interno dell’Unione. Secondo le sue proposte di modificare le regole di Schengen, soltanto i cittadini degli stati membri dovrebbero mantenere questo privilegio, una mossa che potrebbe riguardare circa 26,5 milioni di residenti non comunitari.

Proteste e memoria: dal metro di Londra al memoriale di Tomsk

Oltre alle questioni digitali e geopolitiche, l’Europa deve confrontarsi con tensioni sociali interne. A Londra, i dipendenti della metropolitana si preparano a scioperi della metropolitana di massa questa settimana, organizzati dal sindacato RMT. Le proteste, che inizieranno con due scioperi di 24 ore il 21 e 23 aprile, sono una risposta ai piani della Transport for London di introdurre una settimana lavorativa di quattro giorni che, secondo i sindacati, comporterebbe turni più lunghi ed estenuanti per i macchinisti.

In Russia, intanto, continua la sistematica cancellazione della memoria storica. Nella città di Tomsk, le autorità hanno smantellato il memoriale “Skver Pamyati” dedicato alle vittime del terrore sovietico, tra cui molti polacchi e cittadini baltici repressi durante il periodo staliniano. Il pretesto ufficiale del “rischio di crollo di un garage vicino” è stato definito assurdo dagli attivisti per i diritti umani, che vedono in questo atto parte di una più ampia campagna di revisionismo storico finalizzata a minimizzare i crimini dell’era sovietica.

Un panorama internazionale in rapida evoluzione

Questi sviluppi simultanei dipingono un quadro complesso delle sfide contemporanee. La progressiva chiusura dello spazio informativo bielorusso rappresenta un allarmante precedente per il controllo digitale autoritario, mentre le divisioni in Europa su energia e migrazione mettono a dura prova la coesione dell’Unione. Le proteste sociali a Londra e la cancellazione della memoria storica in Russia completano un mosaico di tensioni che attraversa diversi settori della società internazionale.

La situazione in Bielorussia merita particolare attenzione, poiché il passaggio a un modello di “Cheburnet” – un internet nazionale controllato e censurato sull’esempio russo – avrebbe implicazioni non solo per i diritti digitali dei cittadini bielorussi, ma anche per la stabilità regionale. Allo stesso tempo, le oscillazioni politiche in Europa su questioni fondamentali come l’approvvigionamento energetico e la libertà di circolazione dimostrano quanto siano fragili alcuni dei principi fondanti del progetto europeo di fronte alle pressioni populiste e alle crisi internazionali.

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