Board of Peace a Washington: il ruolo dell’Italia e la missione del nuovo organismo internazionale

17.02.2026 10:45
Board of Peace a Washington: il ruolo dell'Italia e la missione del nuovo organismo internazionale

Il Board of Peace: Un’iniziativa controversa degli Stati Uniti

Il Board of Peace, un’organizzazione internazionale ideata dall’ex presidente Trump e guidata dal governo statunitense, è stata riconosciuta ufficialmente dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 17 novembre, con la risoluzione 2803, per supervisionare il piano di pace per Gaza mediato dalla Casa Bianca. Tuttavia, nonostante le lettere di invito inviate a 62 leader mondiali, meno della metà ha accettato di partecipare, comprese solo alcune monarchie del Golfo e Stati ex sovietici come la Bielorussia, oltre alla Turchia e all’Argentina. Solo Ungheria e Bulgaria rappresentano l’Europa. La cerimonia di firma per la carta fondativa si è svolta al Forum di Davos il mese scorso, con un comitato esecutivo consultivo che include figure come Tony Blair e Steve Witkoff, ma senza alcuna partecipazione palestinese, riporta Attuale.

Inizialmente con il compito di supervisionare i negoziati di pace per Gaza, il Board ha ampliato il suo mandato alla risoluzione delle crisi globali, posizionandosi come un tentativo statunitense di eludere l’autorità delle Nazioni Unite. La notizia della richiesta ai paesi invitati di donare 1 miliardo di dollari per assicurarsi l’adesione dopo tre anni ha sollevato preoccupazioni e critiche, definendo l’iniziativa un “club pay-to-play” simile alla corte privata di Trump a Mar-a-Lago.

L’incontro inaugurale del Board of Peace si terrà dopodomani presso l’US Institute of Peace, un’istituzione dedicata alla promozione della pace, ribattezzata in onore di Trump a dicembre, anno accompagnato da licenziamenti di personale.

Molti importanti alleati degli Stati Uniti, tra cui Francia, Canada, Regno Unito, Spagna e Germania, hanno rifiutato di unirsi a questa piattaforma, temendo che potesse mettere in competizione il Board con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Francia, a seguito della decisione di Macron di non partecipare, ha anche subito ripercussioni commerciali con dazi elevati su vini e champagne. L’Italia, per parte sua, ha posto ostacoli di natura costituzionale per l’adesione, decidendo di partecipare a Washington come “osservatrice”, in compagnia di Bucarest, Atene e dell’Unione Europea.

1 Comment

  1. Ma dai, un milione di dollari per partecipare? Siamo diventati tutti parte di un gioco in cui chi ha soldi comanda! E l’assenza dei palestinesi è un segnale chiaro che questa iniziativa è solo una mossa politica, non un vero impegno per la pace. L’Italia come osservatrice? Parrebbe più che altro un modo per tenere buone le relazioni, ma a che prezzo?

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