Butkevych: «Per respingere i russi, servono veterani e aiuti per gli sfollati»

30.06.2026 01:35
Butkevych: «Per respingere i russi, servono veterani e aiuti per gli sfollati»

La ricostruzione dell’Ucraina: l’appello di Maksym Butkevych

Il veterano e attivista per i diritti umani Maksym Butkevych, vincitore del Premio Václav Havel 2025, ha enfatizzato la necessità di iniziare immediatamente la ricostruzione dell’Ucraina, sottolineando che questa non può limitarsi ad un potenziamento degli arsenali. Di ritorno dalla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina tenutasi a Danzica, Butkevych afferma: «La guerra continua e non sappiamo quando finirà. Per questo la ripresa non può essere rinviata: dobbiamo ricostruire ora il nostro capitale umano, aiutare gli sfollati, i veterani e chi è stato profondamente segnato dal conflitto, in modo che possano contribuire alla ricostruzione», riporta Attuale.

Butkevych è uno dei primi firmatari del «Messaggio di Danzica», un appello lanciato da organizzazioni della società civile provenienti da Ucraina, Polonia e dal resto d’Europa. Egli avverte che la ricostruzione deve essere centrata sulle persone, non solo su infrastrutture e arsenali militari. «L’Ucraina sta vivendo una trasformazione profonda. Abbiamo bisogno di riforme che mettano al centro la dignità umana. È fondamentale trovare un equilibrio tra la capacità di difenderci e il mantenimento di una società democratica».

Il veterano sottolinea anche il rischio di investire esclusivamente in edifici e infrastrutture. «La nostra forza sono le persone. Abbiamo perso milioni di cittadini, tra vittime e rifugiati. Se non recuperiamo e valorizziamo chi è rimasto, nessuna ricostruzione materiale sarà sufficiente». Butkevych, che ha trascorso due anni e quattro mesi in una colonia penale russa, ha vissuto violenze fisiche e psicologiche e attualmente oltre 7.000 ucraini sono ancora detenuti. Egli chiede per loro percorsi di riabilitazione e reinserimento.

Tra le priorità sociali, Butkevych include programmi per i veterani, che sono centinaia di migliaia, e per gli sfollati interni, oltre sei milioni. «C’è anche una grande trasformazione nel ruolo delle donne, sempre più protagoniste della vita pubblica. Tutti questi cambiamenti devono essere accompagnati da politiche adeguate», afferma.

Secondo Butkevych, le organizzazioni della società civile sono i motori del cambiamento. Tuttavia, avverte che le risorse disponibili sono insufficienti ed i bisogni sono enormemente superiori ai finanziamenti. «I danni di guerra sono pari a quasi 600 miliardi di euro, secondo la Banca Mondiale», aggiunge.

Butkevych rimarca l’importanza dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, non solo per i fondi, bensì per costruire istituzioni solide e garantire lo stato di diritto. «La lotta alla corruzione è una priorità del Paese e deve essere parte integrante del nostro percorso europeo. È essenziale per garantire che gli aiuti internazionali siano utilizzati correttamente», sottolinea.

Infine, egli si aspetta che l’Ucraina continui a difendersi. «Senza sicurezza non ci saranno né riforme né ricostruzione. Tutti devono capire che l’Ucraina non combatte soltanto per se stessa, ma per i valori democratici europei. Pertanto, la collaborazione con l’Unione Europea deve restare forte e costante».

1 Comment

  1. Incredibile come la ricostruzione sia vista solo in termini di infrastrutture! Ma senza le persone, senza i veterani e i rifugiati, cosa rimane? Gli aiuti devono andare anche a chi ha vissuto il conflitto, devono avere priorità. L’umanità prima di tutto, sempre! Mah…

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