Riflessioni sul “campo largo” e Matteo Renzi
Matteo Renzi si trova in una posizione di attesa all’interno del burbanzoso “campo largo”, suscitando una certa protezione da parte degli osservatori più attenti della scena politica italiana. Questo avviene dopo gli sforzi per diventare il portavoce ombra dell’opposizione, un ruolo che ha richiesto non poco impegno e che, sorprendentemente, ha portato a comportamenti simili a quelli che erano riservati a lui in passato. Durante questa estate torrida, lontano dagli usi politici tradizionali, il clima si è infiammato non solo per le temperature, riporta Attuale.
Beppe Conte, leader del M5S, interroga Renzi sul suo ruolo: “Prima il programma, poi parleremo anche del resto”, come riportato da Repubblica. Allo stesso modo, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono espressi con ironia sulla partecipazione di Renzi, sottolineando l’importanza delle forze politiche più responsabili nel farsi avanti. Queste frasi seguono la famigerata foto postprandiale di qualche giorno fa, in cui Renzi era assente. Inoltre, Bonelli ha evidenziato l’assenza di una sintesi tra le forze riformiste, notando le difficoltà di trovare un accordo comune.
L’ex presidente del Consiglio, da tempo alle prese con una discesa nei consensi elettorali, ha mostrato segni di recupero del tono critico che lo ha contraddistinto in passato. Recentemente, ha risposto a una polemica sollevata da Conte affermando che “se vogliono parlare del passato, Conte può spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell’Interno”. Con questa affermazione, Renzi sembra mirare a attrarre verso il centrosinistra gli elettori scontenti di Conte, Bonelli e Fratoianni.
I timori di Renzi evocano la figura di Alessandro Onorato, assessore romano gradito a Goffredo Bettini e alla sinistra gruberista. Onorato si è definito come appartenente a un “Progetto Civico Italia” di buon senso, una terminologia che non è nuova nel dibattito politico, conoscendo bene l’uso che ne fa Matteo Salvini. Con ogni probabilità, Onorato sfonderà e avrà accesso al Parlamento.
Il dilemma di Renzi è rappresentato dal fatto che parte del “campo largo” sembra intrappolata nella propria identità, contraddicendo l’inclusività che la sinistra proclama. Il recente successo al referendum sulla separazione delle carriere ha creato attese eccessive sul futuro politico, facendo credere che il “campo largo” possa autogestirsi senza il contributo di Renzi. È emersa, però, anche una questione di compatibilità, evidenziata da Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, che ritiene che il tradimento politico di Renzi sia intrinseco alla sua figura.
Nonostante ciò, il vero problema potrebbe risiedere nella difficoltà dell’elettorato del M5S ad accettare Renzi, così come quello delle recenti elezioni per Schlein. Da tre anni, la direzione del Partito Democratico sta cercando di distaccarsi dalla figura di Renzi, con l’ambizioso obiettivo di trionfare nelle primarie del centrosinistra, anche a costo di rischiare di perdere le elezioni politiche.