Cauzione di 400mila franchi per Jacques Moretti e Jessica Maric dopo la strage a Crans-Montana

17.01.2026 07:05
Cauzione di 400mila franchi per Jacques Moretti e Jessica Maric dopo la strage a Crans-Montana

Cauzione fissata per i proprietari del Constellation dopo il rogo di Capodanno

Una cauzione di 400mila franchi (oltre 429mila euro) è stata stabilita per liberare Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del Constellation di Crans-Montana, bar teatro di un’incendio letale che ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116 (inclusi sei italiani). La notizia è stata riportata dalla televisione svizzera Rts; si tratta di 200mila franchi per ciascuno, con Moretti attualmente in carcere e Maric in libertà con obbligo di firma e divieto di espatrio. La decisione sulla cauzione deve ancora essere presa dal Tribunale per le misure coercitive, il quale potrebbe modificare l’importo richiesto, riporta Attuale.

I due sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, e nei giorni scorsi hanno testimonato davanti ai pm. La Procura ha motivato la cifra della cauzione indicando che “l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing”, ritenendo quindi adeguati i 200.000 franchi. Resta da chiarire la questione riguardante i lavori di ristrutturazione del bar, eseguiti nel 2015, durante i quali sono stati installati pannelli fonoassorbenti che poi sono andati a fuoco. Secondo Moretti, la documentazione pertinente sarebbe andata distrutta a causa di un allagamento.

Nel frattempo, Romain Jordan, legale di molte famiglie delle vittime, ha lanciato una piattaforma online per raccogliere foto, video, testimonianze e documenti che possano aiutare a chiarire le circostanze della tragedia del Constellation. “Se sei stato testimone della tragedia a Crans-Montana e/o possiedi foto, video, rivelazioni o informazioni, puoi condividerle qui in modo completamente anonimo”, si legge sul sito. Tuttavia, questo tentativo è stato contestato dagli avvocati dei coniugi Moretti, che hanno presentato un’istanza alla procura generale del Vallese per bloccare la piattaforma, secondo quanto riportato dal quotidiano elvetico Le Temps.

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