Romanzo LGBT in Russia: censura in aumento e arresto di un editore di regime
Il 21 aprile, un’ondata di repressione ha colpito l’industria editoriale russa con il sequestro di migliaia di libri e l’arresto di quattro dirigenti, tra cui il CEO di Eksmo-AST, Evgenji Kapiev, in seguito a una perquisizione condotta dagli agenti del FSB, riporta Attuale.
Il caso è esploso a seguito del successo del romanzo Leto v pionerskom galstuke, pubblicato nel 2021 dalle autrici esordienti Katerina Silvanova e Elena Malisova. Ambientato nell’Unione Sovietica degli anni ’80, il libro, che racconta una storia d’amore omosessuale tra due ragazzi in una colonia estiva, ha registrato vendite di oltre 200 mila copie, diventando un bestseller in Russia. Questo ha spinto le autrici a pubblicare un sequel nel 2022, che ha anch’esso ottenuto un notevole successo.
Tuttavia, questa popolarità ha attirato l’attenzione delle autorità, portando a una campagna di censura culminata con l’approvazione di leggi repressive contro la “propaganda LGTBQ” e il bando dei due libri. La repressione è stata accentuata dalla dichiarazione di guerra in Ucraina da parte di Vladimir Putin, che ha intensificato la censura su qualsiasi contenuto visto come una minaccia per i valori patriottici russi.
I problemi per le autrici sono iniziati all’inizio della campagna antigay del governo, portando Silvanova e Malisova a lasciare la Russia di fronte a minacce dirette. La censura ha preso piede in modo sistematico, con la manipolazione delle opere letterarie, dove censori stanno riscrivendo o oscurando pagine intere di testi, da Dostoevsky a Stephen King, per conformarsi ai nuovi diktat governativi.
La recente ondata di arresti è particolarmente sorprendente, considerando che Eksmo-AST è stata storicamente un editore in linea con le politiche del governo, pubblicando anche opere patriottiche e ritirando autori dissidenti dal mercato. Tuttavia, la crescente pressione politica sta causando inquietudine anche tra gli editori più conformisti, che temono di diventare vittime della stessa censura che hanno supportato.
La situazione sta degenerando ulteriormente: per esempio, il sito Megamarket di Sberbank ha rimosso 250 titoli dal suo catalogo, che includevano classici della letteratura russa come Il Maestro e Margherita. Inoltre, Popcorn Books, una casa editrice specializzata in letteratura LGTBQ, è stata chiusa all’inizio dell’anno, mentre il Comitato Investigativo russo ha avviato verifiche su scrittori noti per le loro posizioni progressiste.
Le vicende legate alla censura e all’autocensura in atto in Russia evocano un’atmosfera da romanzo distopico, con critiche che paragonano l’attuale situazione alla narrativa di Orwell e Bradbury, evidenziando la tragica evoluzione del panorama culturale e letterario sotto il regime di Putin.