“Centinaia di persone verranno arrestate”. La stagione delle purghe: così Putin e l’Fsb stanno facendo fuori generali e alti dirigenti della Difesa

27.05.2024
“Centinaia di persone verranno arrestate”. La stagione delle purghe: così Putin e l’Fsb stanno facendo fuori generali e alti dirigenti della Difesa
“Centinaia di persone verranno arrestate”. La stagione delle purghe: così Putin e l’Fsb stanno facendo fuori generali e alti dirigenti della Difesa

È come se i servizi segreti avessero «preso in carico» il ministero. Fonti a Mosca: da quelle parti ci sono al momento più agenti dei servizi che personale militare. Le purghe riguarderanno «tutte le unità del Ministero della Difesa»

Putin si è stancato. Si è stancato dei fallimenti dell’esercito in Ucraina, fallimenti che – nonostante la propaganda russa e la grancassa incessante degli utili idioti occidentali – sono stati gravi e imbarazzanti, e ha deciso di purgare in grande stile grossi dirigenti della Difesa, generali, colonnelli, responsabili della logistica e degli ordini. Ma non è finita. «Centinaia di persone verranno arrestate». Il presidente russo ha ordinato all’Fsb, i servizi segreti successori del Kgb, e sua casa d’elezione, di procedere. E questo è quello che siamo riusciti a ricostruire, attraverso eventi pubblici e fonti confidenziali.

Quando Putin è in difficoltà, c’è solo un organismo a cui si affida davvero: l’Fsb. Se la guerra russa stesse davvero andando bene, queste purghe ovviamente non esisterebbero. Il primo punto da capire è che i servizi vogliono incolpare l’esercito per i fallimenti in Ucraina, hanno riferito due funzionari governativi russi, due interlocutori vicini al Cremlino e una fonte vicina al Ministero della Difesa, al Moscow Times. «È in corso una dura pulizia. L’Fsb sta epurando la squadra di Shoigu. Questo è un processo previsto. Le forze di sicurezza hanno ricevuto il permesso dai vertici». La fonte vicina ai meccanismi interni del Cremlino, riferisce anche che «c’è ancora molta strada da fare prima che la pulizia sia completata. Ci aspettano altri arresti».Una fonte di intelligence occidentale conferma a La Stampa che «se la Russia perde il “momentum” (di questa primavera), le sue enormi difficoltà logistiche e l’arrivo di nuovi missili e F16 a Kyiv chiuderanno la possibilità di ogni possibile vittoria di Mosca su larga scala».

E dunque Putin deve agire. E presto. Prima della rimozione di Shoigu, tutto è cominciato con la visita dei servizi al ministero della Difesa per arrestare il viceministro Timur Ivanov, uno dei più stretti collaboratori di lunga data di Shoigu. Da quel momento è come se il Fsb avesse «preso in carico» il ministero, e da quelle parti, riferisce un’altra fonte, ci sono al momento più agenti dei servizi che personale militare o ministeriale. Le purghe riguarderanno «tutte le unità del Ministero della Difesa»

Naturalmente l’Fsb aveva e ha nel cassetto decine di dossier per corruzione su tantissimi funzionari, alti militari dell’esercito, materiali per ricatti o da usare di volta in volta. La chiave di quel cassetto ce l’ha Putin: ora ha deciso di usarli. Fino a quando Shoigu ha retto, ha fatto da tappo. Quando è saltato, sono saltate le protezioni e ora fioccano gli arresti.

Il 23 aprile il vice ministro della Difesa Timur Ivanov è stato arrestato per aver ricevuto una tangente. Supervisionava i contratti di costruzione e le relazioni immobiliari del Ministero della Difesa. Ivanov è accusato di aver preso tangenti per oltre 1,185 miliardi di rubli, si era tra l’altro fatto ristrutturare una tenuta nella regione di Tver sulle rive del fiume Volga e una tenuta a Chisty Pereulok a Mosca. E era noto per lo stile di vita follemente ricco: la moglie d’inverno la vedevi più facilmente a Courchevel (l’enclave di oligarchi russi nelle Alpi francesi) che a Mosca e meno che mai sugli Urali.

Il 13 maggio toccato al generale Yury Kuznetsov, capo del dipartimento principale del personale del Ministero della Difesa russo: arrestato perché sospettato di aver preso tangenti in cambio di favori. Nel corso delle perquisizioni hanno trovato a casa sua cash in rubli e valute estere per oltre 100 milioni di rubli, monete d’oro, orologi da collezione e oggetti di lusso.

Il 23 maggio è toccato al generale Vadim Shamarin, capo della Direzione principale delle comunicazioni delle forze armate russe e vice capo dello Stato maggiore, accusato di aver preso una tangente di almeno 36 milioni di rubli (circa 392mila dollari), con due imputati del caso, appartenenti all’industria russa delle telecomunicazioni, che stanno testimoniando contro di lui. Le comunicazioni scadenti sono state motivo di diverse disfatte dell’esercito russo, a detta dei corrispondenti nazionalisti russi.

Sempre il 23 maggio Vladimir Verteletsky, capo del dipartimento per le forniture del ministero della Difesa, è stato accusato di aver ricevuto una grossa tangente. I siti investigativi russi riportano di una presunto danno di 70 milioni di rubli (763 mila dollari) alla Russia.

Poi c’è una valanga di licenziamenti, o dimissioni non esattamente spontanee. Oltre a Shoigu, il vice ministro della Difesa, generale Aleksey Kuzmenkov, responsabile della logistica dell’esercito durante la guerra totale con l’Ucraina, è stato rimosso e torna alla Guardia federale russa. Si tratta già del terzo avvicendamento del capo della logistica: che evidentemente non sta funzionando e porta a frequenti disastri di vario genere. Il giorno dopo la cacciata di Shoigu, il 13 maggio, si è dimesso il primo viceministro della Difesa, Ruslan Tsalikov. Anche il viceministro Alexei Krivoruchko (responsabile dell’approvvigionamento di armi) ha giocato d’anticipo e si è dimesso. Il 20 maggio il generale Yury Sadovenko, viceministro del Ministero della Difesa, in carica da 11 anni, è stato rimosso. Era il più stretto collaboratore Shoigu (è stata licenziata anche l’addetta stampa di Shoigu, Rossiana Markovskaya).

Poi ci sono le rimozioni sul campo. Grandemente invocata da tutti i corrispondenti russi zetisti (che in questo condividevano in toto le denunce di Evgheny Prigozhin, il capo di Wagner, sull’inefficienza, le ruberie, gli sprechi e l’inettitudine di tanti generali e di tanti militari nell’alto comando di Gerasimov) è stata la rimozione del comandante della XX Armata Sukhrab Akhmedov, avvenuta il 23 maggio. Secondo diverse fonti militari russe e tanti corrispondenti militari, a causa di Akhmedov la Russia ha perso 300 uomini in quattro giorni di offensiva nel sud del Donetsk, e in particolare nel giugno 2023 i canali Z hanno denunciato che un centinaio di soldati aspettava in riga un discorsetto motivazionale di Akhmedov nell’area di Kreminna: ma invece del generale, arrivarono prima gli Atacms lanciati dagli ucraini, e fu una clamorosa strage di militari russi.

C’è un caso che invece fa storia a sé. Putin voleva arrestare anche l’ex comandante della 58ª Armata, il generale Ivan Popov, facendolo accusare di appropriazione indebita di oltre 1,7 tonnellate di prodotti metallici laminati del valore di 130 milioni di rubli. Metalli che erano destinati invece alle fortificazioni nella regione di Zaporizhzhia nel 2023. Qui però qualcosa davvero non quadra 8e la purga è andata un po’ storta al Cremlino): Popov è in assoluto uno dei generali più stimati e popolari in tutto il mondo militare di base russo, elogiatissimo dai corrispondenti militari, ritenuto di specchiata integrità e abilità bellica. Per capirci, Popov fu rimosso nel luglio 2023 sostanzialmente per aver detto la verità a Gerasimov, che «è emersa una situazione difficile con la leadership, e era una scelta tra rimanere silenziosi e timorosi e dire quello che volevano sentire, o chiamare le cose per quello che sono. In nome di tutti i compagni d’armi morti, non avevo il diritto di mentire. Quindi ho additato a gran voce tutti i problemi che esistono oggi nell’esercito, la mancanza di fuoco di controbatteria, la mancanza di stazioni di ricognizione dell’artiglieria, e le vittime di massa tra i nostri fratelli». Pochi giorni prima il suo collega Oleg Tsokov era stato ucciso da un attacco missilistico nella base dei dirigenti a Berdyansk. Risultato: Popov era stato immediatamente rimosso.

Russia, l’ex comandante della 58ª Armata generale Ivan Popov in tribunale

Se è abbastanza chiaro che Putin sta usando una corruzione, comunque estesissima, in modo puramente strumentale (purgo la corruzione di chi voglio rimuovere, tollero la corruzione di chi voglio tenere o continuare a usare), è altrettanto evidente che nel caso di Popov le cose sono ancora più strane del solito, e non stanno andando come voluto. Alla notizia delle accuse contro di lui c’è stata una sollevazione corale in sua difesa da tante parti del mondo militare russo, a cominciare da Grey Zone, il canale più vicino al Gruppo Wagner (Popov per loro è un idolo di integrità). Morale della favola: anziché portarlo al tribunale Basmanny in ceppi e nell’“acquario”, a Popov è stato concesso di sedere a un tavolo sorridente, rilassato, convinto di potersi totalmente scagionare e difendere, e affiancato dal suo avvocato.

ll fantasma di Prigozhin continua ad aleggiare anche su un Putin determinato ad ascoltarlo con le purghe postume: quelle che il capo di Wagner, da vivo, a lungo invocò.

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