Francesco De Gregori critica l’impegno sociale degli artisti e la domanda sul pubblico ai suoi concerti

02.06.2026 05:45
Francesco De Gregori critica l'impegno sociale degli artisti e la domanda sul pubblico ai suoi concerti

La polemica sulla risposta di De Gregori sul pubblico della canzone d’autore

Un’interrogativo apparentemente semplice ha innescato una reazione a catena sul web, trasformando un’intervista con Francesco De Gregori in un acceso dibattito. Durante una conferenza stampa, un giornalista ha chiesto al cantautore italiano di riflettere sulla composizione del suo pubblico, con un particolare focus sull’assenza di giovani adulti ai suoi concerti, a dispetto della forte presenza di adolescenti accompagnati dai genitori. Il tema è emerso in coincidenza con il tour di Springsteen a Washington, dove il pubblico giovanile è stato notato, mentre in Italia i ventenni e trentenni si mobilitano per cause ambientali e partecipano attivamente ai referendum. La richiesta circoscriveva quindi una riflessione sull’eventuale gap generazionale nel pubblico dei musicisti di successo.

Il cantautore ha risposto risentito, definendo la domanda come “di sociologia” e dichiarando che l’età del pubblico non lo preoccupa. Le sue parole hanno suscitato ulteriori polemiche: “Preoccuperà piuttosto Springsteen che ha sempre cavalcato in qualche modo la politica e devo dire che provo, ho sempre provato, un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo, con visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera così netta su questioni internazionali di guerra e altro”. De Gregori ha così espresso il suo scetticismo riguardo ai proclami degli artisti su temi di rilevanza sociale, considerando che sia i fan che gli artisti stessi dovrebbero possedere una sensibilità innata senza necessità di guide esterne.

In risposta a ulteriori domande, il cantautore ha continuato a manifestare il suo pensiero critico: “Non mi sento di condividere” l’idea che artisti come Springsteen debbano prendere posizioni chiare su questioni politiche. Ha ribadito di non sentirsi in una posizione di superiorità tale da impartire lezioni, citando la propria confusione riguardo a temi complessi come Gaza e Israele. “Contengo moltitudini. E quindi il mio pensiero non è totalitario”, ha concluso, rimanendo fermo nella sua posizione. Questa controversia ha riaperto un dibattito più ampio su come gli artisti dovrebbero interagire con le questioni politiche e sociali contemporanee, in un contesto globale sempre più polarizzato, riporta Attuale.

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